GROTTAMMARE – Ancora un Natale nel segno dell’austerity sarà quello che ci apprestiamo a festeggiare tra qualche giorno. Secondo la Cia-Confederazione Italiana Agricoltori di Ascoli e Fermo nelle case dei cittadini l’albero di Natale resiste ma in molti casi è sintetico, “riciclato” oppure qualora sia vero, è di dimensioni ridotte. Alberi più piccoli non solo in salotto, ma anche in piazza, perché molti enti locali e aziende private hanno dovuto ridurre il budget da dedicare a luci e decorazioni, almeno quanto le famiglie.

I vivaisti del Distretto Florovivaistico di Grottammare affermano che sono numerosi i cittadini che si orientano per l’albero su esemplari più “corti” ed economici, spendendo in media tra i 20 e i 45 euro per i “naturali” e tra i 10 e i 30 per i sintetici. Mentre a concedersi il lusso di arrivare ai due metri di altezza sono solo il 5 per cento dei cittadini che destinano all’albero di Natale una spesa superiore ai 100 euro.

A livello nazionale, dunque, resiste la tradizione dell’abete con 12 milioni circa di esemplari nelle case degli italiani, ma più della metà sono sintetici: meno costosi ma anche meno ecologici. Di questi 12 milioni di alberi che orneranno le case degli italiani fino all’inizio dell’anno nuovo, più della metà è composto da esemplari “sintetici”, in un caso su tre recuperati dalla soffitta dove erano stati conservati dodici mesi prima. Meno romantici, ancor meno ecologici e soprattutto quasi mai “Made in Italy”, perché nell’80 per cento dei casi arrivano dalla Cina. Eppure, sempre più spesso, sostituiscono l’abete della tradizione, quello “vero”, per cui si prevede un crollo degli acquisti nei vivai del 10 per cento circa.

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