MACERATA Alla fine non resta che leccarsi le ferite, tre graffi che bruciano ancora con il sale di otto punti di distacco e sesto, deprimente, posto in classifica. E dire che contro la Maceratese prima in classifica la Samb aveva impostato la partita giusta, ovvero compattezza difensiva nella speranza di una invenzione del trio offensivo o di una palla buona da calcio piazzato. Quando Napolano inventa il pallonetto per Franco, dal quale scaturisce il rigore trasformato da Tozzi Borsoi, sembra che la soluzione di mister Paolucci, ovvero la regola del prima non prenderle, sortisca effetto positivo. 

Una Samb che si difendeva bene, che aveva la supremazia del centrocampo e che davanti se la giocava sempre, con Alessandro in buone condizioni per almeno 40 minuti. Poi, il patatrack. Lobosco commetteva un intervento ingenuo sanzionato con il cartellino rosso, forse eccessivo e compensatorio del rigore dato ai rossoblu. La cosa scombinava i piani di Paolucci, il quale, dopo aver preparato al meglio la gara, commetteva un piccolo ma letale errore, impiegando oltre 10 minuti nel far entrare un nuovo difensore come Viti. Borgese, infatti, veniva retrocesso da mediano  a centrale difensivo, col duplice risultato, centrocampo sguarnito e difesa annaspante. Infatti prima Borgese veniva ammonito per fallo sullo sgusciante D Antoni, poi arrivava il gol dello stesso, a tempo quasi scaduto.

La ripresa iniziava sulla stessa falsariga fin quando, con Viti dentro al posto di Franco, Paolucci risistemava sia la difesa che il centrocampo, che teneva alla grande, nonostante tutto, fino al 28esimo minuto, quando Borgese commetteva un intervento evitabilissimo, sulla trequarti, con espulsione e Samb ridotta in nove.

Si poteva soltanto perdere a quel punto, e tanto e’ stato anche se due clamorosi errori individuali, rari da vedere nei campi da calcio, costringevano al tipo di epilogo annunciato. Fulop, in occasione del gol di Ferri Marini, dopo la traversa presa da Belkaid, usciva dal campo per andare a prendere un pallone dal fondo, mentre la palla, regolarmente in gioco e non fuori come ritenuto dall’estremo portiere rossoblu, veniva crossata e messa dentro da Ferri Marini, con Fulop precipitosamente rientrato in porta.

A questo si sommava il clamoroso errore sotto porta di Napolano, che da due metri e con portiere di casa fuori causa sparava alto. Poteva essere il clamoroso due pari, invece arrivava subito dopo il gol del tre a uno.

Una Samb dunque parsa alla pari e anche con qualcosa persino in piu’ sugli avversari in condizioni paritarie, ma che deve a questo punto interrogarsi su alcune questioni. Prima di tutto, il ruolo centrale dato in questa formazione a Borgese, gran palleggiatore ma non eccelso incontrista, e, senza un under di peso affianco, va in sofferenza quando c’e’ da difendere. Secondariamente, la mancanza di un terzo difensore over che possa supplire agli infortuni di Borghetti o Pepe (oggi era indispensabile specie dopo l’espulsione di Lobosco), e la gestione del reparto offensivo, perche’, se davvero si pensa di poter rimontare lo svantaggio, non sembra logico rischiare di privarsi di Di Paola, un centravanti in grado di dire la sua contro qualsiasi avversario. Per quanto riguarda Alessandro sicuramente si tratta di un elemento di valore, forse oggi gettato nella mischia prematuramente in quanto si e’ visto dopo una mezz’ora di quanto avesse bisogno di un cambio. Il rischio dell’aggiustamento in corsa della formazione e’ quello della costruzione di un ibrido malfatto.

I tifosi a fine gara hanno contestato duramente la squadra mentre all’orizzonte si apre una querelle pesante con il Comune per la questione dello stadio, il cui primo episodio andra’ in scena al consiglio comunale del 18 dicembre.

Forse ci sara’ tempo e modo per recuperare, di sicuro Paolucci dovra’ strigliare per bene alcuni giocatori ritenuti intoccabili e, magari, iniziare ad organizzare una nuova Samb nella speranza di tempi migliori.

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