SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Un iter avviato mesi fa e conclusosi ieri fondamentale per risolvere l’emergenza del dragaggio del Porto di San Benedetto del Tronto”. È quanto riferisce l’assessore ai Porti, Paola Giorgi, dopo la riunione del Tavolo tecnico che si è riunito, ieri, in Regione.

All’incontro hanno partecipato il Comune di San Benedetto del Tronto, la Capitaneria di porto, il Provveditorato interregionale delle opere marittime di Ancona e le strutture tecniche  della Giunta regionale (assessorato alla Difesa della costa) e Arpam.

“Le istituzioni – riferisce l’assessore – hanno riconfermato la volontà di lavorare in maniera sinergica e condivisa per adeguare la struttura portuale sanbenedettese alle esigenze degli operatori, garantendo l’accessibilità e la sicurezza dei natanti. Presente il sindaco Giovanni Gaspari, Regione e Comune hanno confermato la disponibilità delle risorse di rispettiva competenza per sostenere le attività dello scalo che è di rilevanza nazionale, mentre la competenza regionale è circoscritta alla darsena turistica. La Regione, in particolare, mette subito a disposizione 100 mila euro, già iscritti nel bilancio di assestamento, approvato, all’inizio del mese, dall’Assemblea legislativa. Insieme al Comune, al quale saranno girati i 100 mila euro, stiamo dialogando con il ministero delle Infrastrutture e Trasporti per ottenere i finanziamenti necessari al dragaggio portuale. Le istituzioni, nel frattempo, stanno completando tutti gli atti amministrativi per procedere all’escavo del canale di accesso portuale non appena saranno disponibili le risorse ministeriali. In particolare, il Comune, anche con i fondi erogati dalla Regione, che cofinanzierà con un intervento da 50mila euro, curerà la redazione della scheda di bacino e il Provveditorato il progetto dell’escavo. Credo che, con la definizione delle procedure di competenza, ribadite al Tavolo tecnico, si sia compiuto un passo in avanti significativo. Ora il Ministero deve fare la sua parte, perché lo scalo necessita d’interventi che non possono essere rimandati ancora”.

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