SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Voleva mettere a norma lo stadio Riviera delle Palme in cambio di una pompa di benzina da sistemare nei pressi dell’impianto calcistico. E, quasi quasi, comprare pure la Samb. Come un pifferaio magico, ammaliò per qualche tempo l’amministrazione comunale che tentò di agganciarne il suono forse suadente.

Invece, tutto andò a rotoli, con ricorsi, sentenze del Tar, e addirittura una maggioranza che perse due consiglieri comunali, tra cui l’ex capogruppo del Pd Loredana Emili. Per fortuna, a questo punto. Perché il nome di Fabio Russo compare nell’inchiesta di “Mafia Capitale”. Gli uomini dell’ex Nar e banda della Magliana, Massimo Carminati, tra le varie attività delittuose si interessavano anche del business delle pompe di benzina. Riferimento del gruppo criminale era Giovanni De Carlo, che sembra facesse affidamento proprio a Fabio Russo, il quale in una intercettazione affermava “piano piano procediamo siamo..stiamo aprendo altre pompe di benzina e quindi… sono 6, una in costruzione, una attiva ne abbiamo prese 4 sto facendo gli allestimenti». E spiega dove: «Cerveteri, una dopo Cerveteri, sull’Aurelia, una per andare a Rieti, prima di Rieti, prima che entri a Rieti, un’altra tra Rieti e Ascoli Piceno all’altezza di Amatrice sempre Salaria e l’altra sulla Orte-Viterbo, qualcuna su Roma, io chiudo….chiudo 2013/2014 con 12 impianti. Sto dismettendo delle proprietà immobiliari, sto scambiando la proprietà immobiliare con la proprietà delle pompe che poi mi gestisco con la mia di Mondo Petroli“.

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