Dal numero 1014 di Riviera Oggi

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’universo della musica è davvero senza spazi e limiti. Esistono vari generi che esaltano e divertono qualsiasi tipo di generazione. Dal Rock al Jazz, dal Pop al Reggae per citarne alcuni. Ogni artista, a suo modo, narra fatti ed esperienze di vita. Amore e malinconia. La musica è un ottimo mezzo per raccontare ed emozionare. Ultimamente il Rap è in forte ascesa. A livello nazionale i Club Dogo, Fedez ed Emis Killa rappresentano in maniera decisa la categoria. Ci sono però numerosi artisti anche a livello locale che si sono affermati e chi punta a farlo. Appartengono a quest’ambizione due giovani ragazzi sambenedettesi. I 19enni Gianluca Bernardini e Federico Falasca Zamponi. Alias “Jelts” e “Freddie Falax”. Stanno attraversando una fase in cui vogliono sfruttare il Rap come portavoce delle loro emozioni. “Componiamo e cantiamo canzoni per narrare alcuni fatti delle nostre vite. Quello che magari non riusciamo a esprimere in un dialogo parlato lo facciamo tramite il cantare. Liberiamo le nostre sensazioni” affermano entrambi. Jelts confessa: “Infatti, l’ultimo brano composto l’ho dedicato alla mia ragazza”.

Com’è nata la vostra collaborazione musicale?

F: “E’ un progetto che ha preso corpo circa un anno fa. Io provenivo dal mondo della musica classica. Ho suonato il pianoforte. Mi preoccupavo soltanto della parte musicale. Niente testi. Però sentivo di dover sfogare le mie emozioni pure con le parole. E ho cominciato, casualmente, a scrivere. A comporre dei pezzi. Mettere nero su bianco i miei pensieri. Ho trovato consono il Rap come genere musicale adatto per fare ciò. Non è stato facile perché avevo attraversato già alcune fasi. Dalla musica classica con Chopin al rock con i Guns N’Roses. Il Rap ora è la mia priorità dove mi sento maggiormente portato”.

J: “Il Rap fin da piccolo mi ha sempre affascinato. Anch’io ho spaziato in vari generi musicali, però mi sono sentito sempre attratto da questo stile. In più alle superiori conobbi un amico che era fissato con il Rap e imparai vita, morte e miracoli di questo genere. Ha influenzato parecchio la mia passione. Io e Freddie Falax ci conosciamo dall’infanzia quindi ci siamo trovati facilmente d’accordo sul fatto che il Rap rappresentasse lo stile adatto per raccontare le nostre vite. La giusta valvola di sfogo. Il fatto poi che Freddie Falax suonasse già il pianoforte è stato uno stimolo in più per comporre Rap in maniera diversa da quella già esistente. I primi risultati ci soddisfano. Siamo partiti dal fare delle Cover a realizzare opere nostre”.

Quanti brani avete scritto per adesso? Dove è possibile ascoltarvi?

F e J: “Abbiamo composto quattro pezzi. Dedicata a te, Solo mai, Senso di vuoto e Sogni di Cristallo. Brani che parlano di noi. Altri arriveranno a breve, sono in fase di progettazione. Siamo carichi e abbiamo molte idee da rendere concrete il più presto possibile. Vorremmo, in futuro, parlare anche di varie tematiche di San Benedetto e dintorni. Il nostro progetto è fresco. Attualmente per ascoltare i nostri lavori è disponibile il canale Federico Falasca Zamponi su YouTube”.

Quali sono state le vostre fonti d’ispirazione?

F e J: “A livello locale sono i Kenzie Kenzei, File Toy, Ascal, Rams, Claver Gold e Hugaf Flame. Artisti della costa e dell’entroterra che reputiamo bravissimi. In ambito nazionale i Club Dogo e Fedez”.

A San Benedetto è possibile esercitarvi nella vostra passione? Il Rap, secondo voi, ha una buona rilevanza nel territorio?

F e J: “La città, con i vari locali, è un buon trampolino di lancio. Molti ragazzi condividono questo nostro amore musicale. Anche nell’Ascolano e nel vicino Abruzzo. Noi siamo del parere che nel nostro territorio è possibile fare una buona gavetta. Per affermarsi bisognerebbe emigrare al Nord dove il genere è ampiamente diffuso e riconosciuto. Noi ci esercitiamo, oltre nelle nostre case, al Giocondi. Dove suoniamo anche con la nostra Rock Band”.

Già. Oltre a fare Rap, fate parte di un gruppo musicale.

F e J: “E’ una band sperimentale. Ci chiamiamo Black Rose. Da un paio di anni si sono succeduti vari ragazzi in questo nostro percorso. Da sette mesi sono stabili con noi Davide Lucidi, Giovanni Riga, Damiano Stramaccioni e Cristina Delli Carri. Suonare in una Rock Band è complicato. Bisogna collaborare all’unisono e non è, appunto, semplice. Noi comunque ci proviamo perché è un genere che ci piace molto. Proviamo e suoniamo al Giocondi, come detto prima, e ci ispiriamo ai Guns N’Roses. Un Rock forte ma melodico. Anche qui stiamo scrivendo qualche testo. Parteciperemo prossimamente al Tour Music Fest, un concorso musicale internazionale per Band nel Maceratese. Facciamo comunque le cose per gradi. Il Rap, per ora, è il percorso che vogliamo seriamente intraprendere”.

Siete giovani e studenti. Avete in mente, nel futuro prossimo cosa, fare delle vostre vite? Sia musicalmente sia professionalmente?

F e J: “Entrambi disputiamo l’ultimo anno delle scuole superiori. Affronteremo gli esami. Il futuro è un’incognita. Forse ci iscriveremo all’università. Il nostro intento è comunque di portare avanti il nostro lato artistico. Naturalmente non trascurando le alternative che possano condurre all’importante mondo lavorativo. Vorremmo fare entrambe le cose. Trovare il giusto equilibrio. Sappiamo che non è facile ma noi vogliamo provarci. Tentar non nuoce”.

Allora in bocca a lupo a Jelts e Freddie Falax.

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