SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ha giocato con Ternana, Igea Virtus, Catanzaro, Cisco Roma, Sporting Terni, Chieti e Cosenza. Alessandro Jonathan Alberto, classe 1987, è il nuovo attaccante della Samb.

Fantasista di origine argentina è giunto a San Benedetto del Tronto all’età di 12 anni per trovare alcuni parenti ed amici. Rimasto colpito dall’Italia e, in modo particolare, dalla Riviera delle Palme, il giocatore non ha più rotto il legame con essa: “Io ho casa a Monteprandone. Qui conosco tante persone che appena hanno saputo del mio arrivo in squadra mi hanno fatto sentire il loro calore augurandomi un forte in bocca al lupo – ha commentato – Questa è una piazza importante e l’idea di venir qui mi ha sempre fortemente intrigato”.

Dopo una lunga esperienza in Lega Pro Alessandro Jonathan ha finalmente raggiunto il suo sogno di indossare la maglia rossoblu: “Per la Samb ho lasciato i professionisti e non sono pentito – ha dichiarato – A Cosenza ero andato grazie a Cappellacci ma da quanto è stato esonerato le cose sono cambiate. Già in estate ho avuto dei contatti con San Benedetto ed ora il momento è finalmente arrivato. Qui mi sono sentito subito a casa anche perché persone come Pepe, Napolano, Borghetti e Tozzi Borsoi le conosco da tempo”. Nemmeno con il tecnico Paolucci sono servite presentazioni visto che i due hanno già avuto un legame calcistico: “Ho avuto il mister a Terni e a Chieti – ha spiegato l’attaccante – Mi conosce molto bene e sa cosa posso dare. Io allo stesso modo so come vuole giocare. Gli piacciono gli esterni rapidi e qui ho visto che ne sono”.

In vista della gara contro la Maceratese il nuovo arrivato è già a disposizione e pronto a scendere in campo: “Arrivo in un momento particolare che vedrà la Samb impegnata in un incontro importantissimo – ha affermato – Sono contento di iniziare così. L’obiettivo a San Benedetto è uno soltanto e cioè la vittoria finale. Per me sarebbe doppiamente bello riuscire a portare, con l’aiuto di tutti, la squadra dove merita. L’organico è bellissimo e noi non dobbiamo strafare”.

 

 

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