SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Se ce ne sarà bisogno andremo dal Prefetto”. Forza Italia rispolvera il tema dell’incompatibilità del sindaco all’indomani della condanna in Appello della Corte dei Conti: “L’articolo 63 del Tuel non parla di sei mesi, ma di ruolo non più ricopribile dal momento in cui il primo cittadino viene avvisato. Ricorrere in Cassazione non annulla il giudizio, è solo un escamotage. Stiamo approfondendo la questione, non è chiara”.

Lo scorso 29 novembre, la delegazione giovanile del movimento azzurro ha raccolto circa 600 firme per chiedere le dimissioni di Gaspari. “Non è concepibile che questa giunta continui ad amministrare”, contesta il coordinatore Valerio Pignotti. “Vogliamo che si ridia dignità e respiro a questa splendida città che ormai non respira più. San Benedetto ha bisogno di guardare oltre”.

Gabrielli tira in ballo la Start e le critiche rivolte dal primo cittadino al cda della società di trasporti. “Invoca le dimissioni degli altri ma lui non se ne va, nonostante avesse garantito l’addio in caso di condanna. Come può un sindaco giudicato colpevole in secondo grado per danno erariale fare la morale agli altri? Addirittura dice che rifarebbe tutto, generando un senso di impunità e onnipotenza che non si addice ad un buon governatore”.

L’ultimo affondo è tutto per la colletta indetta dai suoi sostenitori: “Un’idea bizzarra – commentano Gabrielli, Piunti e Ruggieri – il 16 dicembre i cittadini dovranno pagare una salata rata della Tasi. Un appello l’avrei lanciato piuttosto per aiutare i residenti che non hanno soldi a sufficienza. Invece qui si aiuta chi ha causato danni alla città”.

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