Dal numero 1013 di Riviera Oggi, in edicola.

Quattro batoste in quasi due anni. Il secondo mandato di Giovanni Gaspari non poteva essere più tormentato, tra autogol e passi falsi.

Due bocciature del Tar ed altrettante condanne da parte della Corte dei Conti rappresentano un ruolino di marcia tutt’altro che invidiabile per chi, tre anni e mezzo fa, aveva immaginato un percorso differente e in assoluta discesa.

La prima sberla arriva nel gennaio 2013, quando la Corte dei Conti punisce Gaspari e il dirigente Polidori per l’incarico affidato a Luigina Zazio, chiamata a realizzare il nuovo Piano Regolatore: “Sussistono tutti i presupposti per affermare la responsabilità amministrativa di coloro che hanno nominato un collaboratore esterno senza che sussistessero le necessarie condizioni”, recita la sentenza di primo grado.

La maggioranza si stringe attorno al primo cittadino, rinviando i commenti al pronunciamento in Appello, che arriverà venti mesi dopo. La sentenza viene confermata, eppure Pd e soci ribadiscono la solidarietà a Gaspari, specificando che il reato non è penale e che può essere sanato economicamente.

In mezzo altre grane. Il 9 gennaio 2014 il Tribunale Amministrativo delle Marche accoglie in pieno il ricorso dell’Eni contro la delibera varata dalla giunta, in relazione al progetto sul distributore di benzina da far nascere lungo Viale dello Sport.

Sotto il profilo tecnico la contestazione passa quasi inosservata. L’ipotesi infatti era stata accantonata nell’estate precedente con una gara pubblica andata deserta ed un documento modificato in corsa dalla stessa amministrazione, attraverso l’eliminazione dei paletti che includevano esclusivamente le aziende ‘no logo’.

Sul fronte politico la vicenda è invece un vero e proprio ordigno. La delibera genera un profondo ed insanabile strappo con Loredana Emili, che il 22 novembre 2012 si dimette da capogruppo Pd. Assieme a Sergio Pezzuoli fonderà in seguito il gruppo misto dei Diversamente Democratici, dopo quasi un anno passato inutilmente a combattere il partito dall’interno.

Ed è ancora il Tar, il 3 aprile scorso, ad annullare l’assestamento di bilancio approvato il 30 novembre 2013 in un consesso convocato con meno di 24 ore d’anticipo, come prevede il regolamento. Il caso viene chiuso dal Prefetto Graziella Patrizi, che ordina la ripetizione del Consiglio ‘incriminato’.

Errori di valutazione, distrazione o, come accusano gli avversari, di arroganza? Per assurdo, Gaspari ha pagato la debolezza dell’opposizione consiliare che, in occasione del primo mandato, aveva al contrario permesso al centrosinistra di fare squadra contro il nemico. Non è un caso che Emili, Pezzuoli, Curzi, ma pure i malpancisti a corrente alternata Zocchi e Pasqualini derivino dal Pd o dalla civica (Città Aperta) che sostenne il sindaco alle amministrative.

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