SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Sull’utilità della bretella siamo tutti d’accordo, ma non risolverà i problemi dello smog”. A dirlo è il sindaco Gaspari in occasione della riunione organizzata dal Circolo nord del Pd: “La Regione vuole diminuire il numero delle centraline in quanto le pm10 si muovono in tutto il corridoio. Abbiamo pm10 analoghe a quelle di Ascoli, nonostante loro non abbiano lo stesso nostro livello di traffico. L’arteria va creata per facilitare la mobilità. Non risolviamo il problema, lo allarghiamo solamente, ma almeno sarà meglio distribuito”.

Assieme al presidente della Provincia Paolo d’Erasmo, il sindaco ha invocato l’unità di intenti per un obiettivo da raggiungere con l’impegno di cinque attori: i Comuni di San Benedetto e Grottammare, Palazzo San Filippo, Palazzo Raffaello e l’Anas.

“La Regione potrebbe intervenire con la Macroregione Adriatico Ionica”, prosegue il primo cittadino. “Vanno coinvolti più enti. Noi da soli non possiamo reperire i soldi, pure se costasse 15 milioni. Non potremmo accollarceli per il patto di stabilità”.

D’Erasmo spiega che per essere ascoltati dall’Anas occorre stilare un protocollo d’intesa. “Non è unicamente una questione di soldi, bensì di condivisione. Nel giro di un mese e mezzo dovremo sottoporre una soluzione unitaria”. Tuttavia, il presidente tenterà anche un ultimo approccio con la Società Autostrade per rispolverare il progetto dell’arretramento della A14.

Ripetute critiche sono state rivolte alla vecchia giunta Celani, colpevole di aver scordato l’argomento bretella, salvo poi riproporlo lo scorso 12 settembre con una lettera inviata al Municipio di San Benedetto. “Nel 2012 – rivela l’assessore Paolo Canducci – in un incontro ad Ancona la Regione indicò un percorso, delegando la Provincia a coordinare i due enti. In due anni non c’è mai stata una riunione e non è stata firmata alcuna convenzione. La strada non è semplice, è difficile chiudere un incrocio o mutare un senso di marcia, figuriamoci realizzare un lavoro così. E’ difficile mettere tutti d’accordo, si dovrà scegliere l’ipotesi che farà arrabbiare di meno”.

Il tracciato accennato durante l’appuntamento del Pd è il più economico e si aggira attorno ai 20 milioni. Una cifra legata alla lunghezza della galleria che passerebbe sotto al Colle della Croce. La strada si allungherebbe per 300-350 metri, spostata il più possibile verso est, così da limitarne l’estensione. Il segmento partirebbe dalla zona Santa Lucia per ricongiungersi in Via Manara. Qui si potrebbe infine avviare un nuovo tragitto fino a Grottammare, che camminerebbe di fianco all’autostrada. Costo? Altri 40 milioni.

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