SAN BENEDETTO DEL TRONTO – FULOP 5: compie importanti interventi ma non bastano a sopperire al grande (e determinante) errore commesso sulla seconda rete della compagine ospite;

VITI 7: è un’arancia spremuta fino all’ultima goccia. Effettua un grande recupero su Cianci al 18′, chiude benissimo su Pani al 67′ e soccorre Borghetti nel minuto successivo spazzando via la pericolosa percussione di Di Gennaro. Sfinito è costretto ad uscire, ma il tutto risulta comprensibile;

BORGHETTI 6: essendo l’unico over in difesa ha l’arduo compito di compiere una doppia fatica ma il peso, spesso, è troppo elevato. Nella prima fase del match ci prova di testa e fa tremare tutti sfiorando la rete;

VALLORANI 5.5: rispetto alle ultime due giornate sembra soffrire il ruolo che è chiamato a ricoprire. Sulla terza rete subìta si dimostra a dir poco leggero;

LOBOSCO 5.5: mura più volte l’avversario ma anche lui, come Vallorani, risulta essere in difficoltà in diverse occasioni;

BORGESE 6: da spesso respiro alla manovra rossoblu difendendo e servendo la palla con molta caparbietà. Questo, però, è accaduto solo nel primo tempo;

CARTERI 7: regala piacevoli brividi ponendo la firma su due spinosissime conclusioni. Dimostra, inoltre, di aver fatto abbondantemente scorta di ritmo partita lottando instancabilmente fino al termine dell’incontro. Sul 2-3 ha delle colpe ma lui, si sa, non è un terzino;

BALDININI 7.5: ha compiuto la maratona di New York e, considerando il risultato, invano. Gara sotto il profilo fisico molto dispendiosa e che ha acceso i riflettori sul suo gol più bello di questa stagione;

NAPOLANO 6.5: disputa un solo tempo a causa di un problema muscolare ma trova comunque il modo di lasciare il segno calciando la punizione che permette a Di Paola di siglare il gol del pareggio;

DI PAOLA 7: si oppone al momentaneo vantaggio avversario tuffandosi e buttando in rete la palla. Per tutta la gara crea occasioni e non si da pace;

TOZZI BORSOI 6.5: serve a Padovani una ghiottissima palla. Ma non solo a lui;

PADOVANI 5.5: in sua presenza il copione è letto, riletto, consumato e addirittura ingiallito. Se giunge in totale solitudine al cospetto dell’estremo difensore avversario state pur certi che non segna.

 

 

 

 

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