Dal numero 1012 di Riviera Oggi, in edicola.

Nemmeno una sentenza d’Appello della Corte dei Conti riesce a turbare la maggioranza, che ribadisce la fedeltà incondizionata al sindaco. Tranquilli, nessuna sorpresa. D’altronde stiamo parlando di una sinistra spietata nel condannare le leggerezze altrui e ostinatamente assolutoria quando si tratta di proteggere il proprio orticello.

Il lato umano della vicenda va rispettato, ma ciò non comporta l’azzeramento della valutazione politica. Chiedere di farlo rasenta l’ipocrisia, dopo vent’anni di partiti nati sul principio del giustizialismo e dell’antagonismo berlusconiano.

A parti invertite Gaspari&Co sarebbero scesi in piazza a tempo indeterminato, invocando un addio dettato dal codice etico. Il loro ovviamente. In questo caso però no. L’amministrazione non può mollare, deve resistere alle intemperie. C’è da rifare il lungomare, sistemare gli asfalti, realizzare il pennello sull’Albula, costruire il ponte di collegamento con l’Albania, organizzare una missione lunare e una su Marte. Il tutto entro la primavera del 2016.

Per il Pd si tratta comunque di un danno d’immagine gravissimo. Ogni minuto in più passato su una nave in fase d’affondamento rappresenta un danno per coloro che sognano un posto al sole per le prossime amministrative. Ecco allora che all’opposizione, per assurdo, va meglio così.

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