SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Da ‘nemico’ a salvagente. Francesco Comi assolve il sindaco Gaspari, condannato in Appello dalla Corte dei Conti: “Sul piano giuridico questa sentenza non presuppone una responsabilità civile o penale, bensì erariale”, commenta il segretario regionale del Pd. “Non che sia meno grave, è comunque indice di una responsabilità”.

Intervistato da Riviera Oggi a poche ore dal suo arrivo a San Benedetto per il convegno “Cantiere Europa”, Comi solca le differenze da altre tipologie di reati e spinge l’avventura amministrativa del centrosinistra fino alla primavera del 2016: “Il problema si risolve con il versamento della cifra. Se si compensa il danno alla comunità il caso è risolto. Condivido l’impostazione di proseguire fino alla fine. La maggioranza è stata solidale. Qualsiasi amministratore poteva e può commettere quell’errore, non c’era un disegno alla base. Peggio sarebbe stato se fosse stato un danno irrecuperabile o irreversibile. Ora gli obiettivi sono risarcire la comunità e governare bene per l’ultimo anno e mezzo.

Se la condanna avesse riguardato una giunta di centrodestra avrebbe mostrato l’identica solidarietà?

“Perché non avrei dovuto? In questi casi io esprimo un giudizio a prescindere dalle appartenenze. Non mi sembra che Gaspari sia vicino alle mie posizioni, in molti lo accostano da mesi al progetto di Marche2020 e tutti sanno cosa penso di Marche2020”.

Matteo Richetti si è ritirato dalle primarie in Emilia Romagna in quanto indagato nell’ambito dell’inchiesta “spese pazze”. Non nota una profonda disparità di trattamento?

“Richetti non si è più candidato per sua scelta. Nulla aveva a che vedere con l’indagine in corso e nessuno nel Pd gli chiese di farlo”.

Il codice etico del vostro partito vieta le candidature qualora siano state emesse “sentenze di condanna definitiva per reati inerenti a fatti di particolare gravità”. La vicenda di Gaspari rientra in questa sfera?

“Intanto vediamo cosa dirà la Cassazione, poi approfondiremo la questione”.

Ipotizziamo che pure la Cassazione dia torto a Gaspari. Lo considerereste incandidabile per il futuro?

“Il nostro codice etico è chiaro. Leggerò la sentenza, non la conosco bene. Ripeto, sul fronte erariale non credo esista l’ipotesi di una responsabilità grave. L’errore va biasimato, ma non è un buon motivo per privare la città di un governo”.

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