SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nel panorama nazionale il Centro Italia risulta essere, per la popolazione scolastica (15-19), il più problematico posizionandosi al primo posto per consumo di cannabis, cocaina e eroina. I dati sono aderenti a un altro record nero tutto marchigiano, quello dei sequestri, nel complesso la quantità di sostanze stupefacenti sequestrata nelle Marche dal 2008 è aumentata di 11 volte. I dati relativi al consumo di eroina e cocaina nelle Marche sono invariati e questa mancata riduzione del fenomeno, oggi conferma il quadro allarmante delle morti per overdose. La regione Marche è la seconda regione italiana per rischio di morte per overdose. Un tasso di mortalità che è andato crescendo negli anni passando da 1,62 del 2007 a 1,68 del 2012. E’ proprio alla luce dei dati marchigiani e con l’obiettivo di rimettere al centro del discorso socio sanitario, la tutela e la dignità della persona, che mercoledì 19 novembre si sono aperti i lavori del convegno annuale del CREA. “Cura, Comunità, Politica e Futuro”, queste le parole chiave scelte dal coordinamento, per raccontare e raccontarsi.

Ad aprire il convegno Francesco Cicchi, presidente della C.R.E.A. e Margherita Sorge, assessore alle Politiche Sociali del Comune di San Benedetto del Tronto, che ha chiuso i saluti al pubblico presente, sottolineando l’importanza del Coordinamento e ricordando: “Ci vuole una particolare inclinazione a mettersi a disposizione dell’altro. In un mondo così difficile, il lavoro di ognuno di voi è fondamentale”. Dopo l’intervento di Silvio Cattarina del C.R.E.A. con ‘Osserva Immagina CREA: cosa tenere presente e cosa lasciare per il futuro del sistema di cura delle dipendenze patologiche’, è seguito l’intervento di Gianluca Busilacchi, presidente V commissione Regione Marche, che proprio in riferimento ai pazienti con doppia diagnosi, sia di dipendenza che psichiatrica, e alle ragazze madri tossicodipendenti con figli minorenni, presenterà una proposta di modifica alla legge 20/2000 intervenendo nello specifico dell’articolo 5. Ha affermato in proposito: “E’ necessario procedere ad un aggiornamento della legislazione, nella considerazione che trattasi per entrambe le leggi di norme ultradecennali. In particolare andranno ricercati all’interno del Sistema di accreditamento, oltre a livelli superiori di qualità, una maggiore attenzione alla definizione di indicatori e standard di qualità ed alla garanzia della sicurezza dei pazienti”.

Due gli ospiti eccellenti, chiamati a supportare con le loro relazioni “deontologicamente corrette” il lavoro del C.R.E.A, Vito Mancuso che ha così concluso l’intervento: “Si può rispondere in due modi al richiamo del farsi carico dell’altro. Il primo è me frego del richiamo alla relazionalità originaria e me ne frego degli altri. Il secondo è rispondere come Don Milani ‘io mi prendo cura’. Perché prendere in carico i più deboli? Perché tutti noi siamo vite ferite. Tutti stiamo combattendo una battaglia. Una società che si prende a cuore le persone ferite dalla vita,  è una società che  diventa più umana. Tutti abbiamo bisogno di relazioni e di essere presi in carico. La vita è questo. La ferita della vita può essere guarita solo se ci si prende cura degli altri. Se volete liberavi dal dolore dovete accogliere nel vostro cuore tutti gli esseri dell’universo e un posto devono averlo le persone svantaggiate. Ho scelto di rispondere oggi con: io mi prendo cura”.

E poi, Giuseppe Frangi, Direttore del Magazine Vita no Profit, che ha incentrato la sua relazione sulle potenzialità della nuova Riforma e sulle possibilità di crescita a disposizione del Terzo Settore. “La riforma del Terzo Settore, per il sistema economico e sociale italiano, rappresenta sulla carta una grande opportunità perché annuncia dei processi di ammodernamento e di sviluppo che vanno tutti nella direzione di un terzo settore che non si concepisce più come riparatore dei grandi problemi che una società come quella italiana di oggi ha. Ma si rilancia in una prospettiva produttiva, anche nelle modalità con cui si procura le risorse per finanziarsi che non possono essere più le solite e cioè finanziamento pubblico o sostegno del privato, ma attraverso la possibilità di avere attività proprie di carattere commerciale che oggi di fatto sono osteggiate dalla legge delle onlus”.

Il convegno “Osserva, Immagina CREA”, ha messo poi a confronto gli interlocutori del Sistema della Dipendenze Patologiche regionale. Ed è un’immagina storica quella che ha aperto la sessione pomeridiana del convegno. Insieme, al tavolo di concertazione per rilanciare il futuro di “comunità, cure e politiche”.

I dati, il rinnovo dell’accordo regionale, le procedure di accreditamento, la legge 20, la riforma del terzo settore, l’etica e la dignità della persona ed infine la prevenzione nelle Dipendenze Patologiche. Questi, i temi all’ordine del giorno che dall’analisi dell’O.E.D. presentata da Riccardo Sollini, passando per l’impegno economico che la Regione Marche, rappresentata da Marco Nocchi, ha messo in campo negli anni e che ci si augura verrà assicurato anche per il 2015, sino a Giovanni Feliziani con la conferma del sostegno al Coordinamento da parte dell’Asur Marche, ci hanno presentano un sistema delle dipendenze patologiche che, attraverso gli interventi degli ospiti è risultato oggi più che mai forte e coeso.

Inoltre dall’analisi dei dati e grazie al contributo degli ospiti, il C.R.E.A, si prepara a redigere la sua prima “carta etica”. Il documento programmatico che verrà presentato ai candidati alla presidenza della Regione Merche ad aprile, sarà stilato grazie anche alle relazioni di Vito Mancuso e Giuseppe Frangi.

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