SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una maggioranza d’urgenza convocata per mercoledì sera. Basta questo avviso, inviato a tutti i componenti del centrosinistra, per descrivere lo stato d’animo di Gaspari e dei suoi alleati.

Un incontro (presso la sede di Via Manara) non previsto, fissato in fretta e furia a poche ore dalla sentenza d’Appello della Corte dei Conti con la quale è stato confermato il pronunciamento di primo grado che condannava il sindaco e il dirigente Germano Polidori al risarcimento del danno al Comune, in merito all’incarico affidato all’architetto Luigina Zazio.

La riunione rischia di rivelarsi più tesa di quella dell’8 gennaio 2013. All’epoca la maggioranza si schierò a fianco del primo cittadino, confidando sulla possibilità di capovolgere la sentenza.

Nel Pd nessuno vuole rilasciare dichiarazioni ufficiali, ma è chiara la distinzione tra la vicenda umana e la questione politica. Nell’ultimo caso, la situazione viene definita “delicata”, perché potrebbe compromettere anche le chance dei democratici di imporsi alle prossime amministrative. Un aspetto non da poco.

Chi di sicuro tenderà una mano a Gaspari saranno i Socialisti: “Non possiamo permetterci il commissario – taglia corto il segretario Umberto Pasquali – il sindaco e il dirigente è giusto che paghino, però far cadere l’amministrazione è tutt’altra cosa. Da sempre sosteniamo che si debba andare avanti fino al 2016 e ci eravamo opposti alle chiacchiere che volevano il sindaco candidato alle Regionali. Non chiederemo le dimissioni, bisogna realizzare il lungomare, il pennello sull’Albula, i nuovi asfalti…”.

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