Nel video le dichiarazioni di Gaspari risalenti al gennaio 2013, pochi giorni dopo il pronunciamento di primo grado.

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Incompatibilità di Gaspari se paga i 119 mila euro può rimuoverla 

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Gaspari nei guai. Mercoledì mattina è stata notificata la Sentenza della Corte dei Conti (sezione Prima Giurisdizionale Centrale di Appello) con la quale si conferma il pronunciamento di primo grado che condannava il sindaco e il dirigente del Settore Sviluppo del Territorio Germano Polidori al risarcimento del danno al Comune relativo all’incarico affidato all’architetto Luigina Zazio.

Pertanto, rientrando tale fattispecie in una delle ipotesi di conflitto d’interesse tra il sindaco ed il Comune, il Segretario Generale ha informato il Presidente del Consiglio Comunale Marco Calvaresi che, in occasione della seduta del 20 novembre, dovrà avviare l’iter di contestazione dell’incompatibilità ai sensi dell’art. 69 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL).

La giunta a questo punto è appesa a un filo.

COSA DICE L’ARTICOLO 69? “Quando successivamente alla elezione si verifichi qualcuna delle condizioni previste dal presente capo come causa di ineleggibilità ovvero esista al momento della elezione o si verifichi successivamente qualcuna delle condizioni di incompatibilità previste dal presente capo il consiglio di cui l’interessato fa parte gliela contesta.

L’amministratore locale ha dieci giorni di tempo per formulare osservazioni o per eliminare le cause di ineleggibilità sopravvenute o di incompatibilità.

Nel caso in cui venga proposta azione di accertamento in sede giurisdizionale ai sensi del successivo articolo 70, il termine di dieci giorni previsto dal comma 2 decorre dalla data di notificazione del ricorso.

Entro i 10 giorni successivi alla scadenza del termine di cui al comma 2 il consiglio delibera definitivamente e, ove ritenga sussistente la causa di ineleggibilità o di incompatibilità, invita l’amministratore a rimuoverla o ad esprimere, se del caso, la opzione per la carica che intende conservare.

Qualora l’amministratore non vi provveda entro i successivi 10 giorni il consiglio lo dichiara decaduto. Contro la deliberazione adottata è ammesso ricorso giurisdizionale al tribunale competente per territorio.

La deliberazione deve essere, nel giorno successivo, depositata nella segreteria del consiglio e notificata, entro i cinque giorni successivi, a colui che è stato dichiarato decaduto. Le deliberazioni di cui al presente articolo sono adottate di ufficio o su istanza di qualsiasi elettore”.

 

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