Prima di entrare nel merito e dire se Renzi sia di Destra o di Sinistra, mi sembra sia utile capire dove nascono queste categorie politiche.

Che cos’è la Destra, che cos’è la Sinistra?” cantava Gaber con ironia tagliente, il quale seguiremo in questo piccolo percorso.

Questi due termini nascono all’indomani della Rivoluzione Francese, quando nelle prime riunioni del parlamento a sinistra prendevano posto gli esponenti della corrente più rivoluzionaria e a destra invece si sedevano i componenti dei partiti filo monarchici.

Dal dopoguerra fino alla caduta del muro di Berlino, destra e sinistra hanno avuto dei significati chiari e definiti. Parlare di Sinistra vuol dire riferirsi a valori come rivoluzione, progresso, giustizia sociale, emancipazione delle minoranze. Citare la Destra è all’opposto sottintendere valori come la meritocrazia, il conservatorismo, l’adesione alla tradizione, il pragmatismo.

Andiamo allora a conoscere meglio Matteo Renzi. La critica più forte fattagli è che lui non rappresenta la vera Sinistra. Forse anche perché ha chiesto pubblicamente il voto ai delusi del Centro Destra.

Norma Rangeri (giornalista del Manifesto) ha detto a Servizio Pubblico: “Renzi non è di Sinistra perché “Il centro destra ce lo invidia, applaude a Marchionne, se ne frega dell’articolo 18, ha chiamato nel suo staff l’asset di Canale 5, la sinistra è un’altra cosa”. (Mi sembra un po’ pochino per definirlo di destra).

Un altro critico di Renzi, Marco Travaglio, rimane sempre sulle ipotesi ed entra poco nel concreto per dimostrare le criticità in Renzi. Sembra sempre più al di sopra delle ideologie, a lui destra e sinistra non interessano. A volte sottolinea le amicizie equivoche di Renzi, altre volte il suo autoritarismo, e soprattutto gli interessano le denunce che lo riguardano.

Tornando a Gaber troviamo in Renzi un po’ di destra ed un po’ di sinistra: “… i jeans sono di sinistra, con la giacca è un po’ di destra; il pensiero liberale è di destra, ora sembra anche un po’ di sinistra; la risposta delle masse è di sinistra, con un leggero cedimento a destra; una donna emancipata è di sinistra, quella riservata un poco di destra…”. Tutti flash in cui scorgiamo l’immagine ed il pensiero del Segretario del PD.

Da un punto di vista empirico, che cosa ha fatto Renzi nella sua città, Firenze, che lui ritiene di Sinistra? “Il piano strutturale a volumi zero; ha aperto i musei e le biblioteche fino a mezzanotte; ha aumentato gli spazi pedonalizzati e le piste ciclabili; ha messo soldi nella fondazione lirico sinfonica e nell’azienda di trasporto pubblico; ha ridotto i dirigenti ed ha aumentato i posti degli asili nido; ha dimezzato il numero degli assessori ed ha dato più spazio alle donne; ha messo un ex giornalista del Manifesto a responsabile dell’azienda mista pubblico/privato dell’acqua; ha fissato un mandato politico a termine (rottamazione); ridotto il numero delle partecipate e la conseguente partecipazione dei partiti nella loro gestione; spese on line e massima trasparenza….”

Nel pensiero di Renzi dominano alcuni termini portanti, che a fatica sono accettati da chi è cresciuto nell’Ideologia di Sinistra e che ci portano alla domanda iniziale: “Diversità”, “Comunicazione”, “Merito”, “Coraggio di provarci”, “Decidere”, “Modernità”, “Crisi come cambiamento”, “Solidarietà”.

Il valore più controverso e contestato dai più radicati nella sinistra storica, è la declinazione della parola merito: a differenza della Ideologia di Sinistra, Renzi considera l’eguaglianza, indicata dall’articolo 3 comma 2 della Costituzione, non quella del 1968 “del 18 politico”, non è nel punto di arrivo, ma nel punto di partenza: cioè il figlio dell’operaio deve essere messo in condizione di studiare, come il figlio del notaio. I migliori devono andare avanti e sostenere chi sta indietro, applicando un nuovo concetto di solidarietà. Solidarietà è prendersi cura degli altri e qui nasce la sinistra del benessere che Renzi auspica: non dirà mai “Anche i ricchi piangono”, ma auspica che anche i poveri ridano.

Chiudo tornando a Gaber: “Ideologia malgrado tutto credo ancora che ci sia, passione ed ossessione della tua diversità che al momento dove è andata non si sa; è il continuare ad affermare un pensiero giusto perché! Con la scusa di un contrasto che non c’è! Se c’è chissà dov’è! La gente è poco seria quando parla di sinistra e destra, basta!”

L’autore dell’articolo, Tonino Capriotti, è co-fondatore dell’associazione Adesso! San Benedetto del Tronto (Pd)

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