SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il sabato pomeriggio in famiglia si prospettava come al solito caotico: pianti del figlio piccolo, le musichette di Peppa Pig su Rai Yoyo, i famigerati compiti per il lunedì, che anziché lasciare spazio a un rilassante fine settimana, rischiavano come al solito di renderlo un tour de force scolastico.

Urgeva un’idea per lasciare la moglie a casa e prendersi un (legittimo) momento di stacco con il figlio più grande. L’occasione del campionato italiano di Subbuteo al Palasport Speca di San Benedetto, che si sta svolgendo nel weekend, non era tra le più entusiasmanti, ma di certo evocava qualcosa degli anni ’80, quando i pomeriggi con i compagni di scuola finivano spesso con le partite a questo calcio in miniatura su panno verde antenato della play station. Tanti piccoli giocatori da prendere a schicchere, con le casacche delle squadre del cuore e i portieri che si spostavano con il bastoncino. Gli amici più fortunati avevano anche gli spalti e i riflettori per le notturne, proprio come le partite vere.

Mio figlio non è tanto interessato, ma per fare contento un padre nostalgico si convince ad accompagnarmi. Arriviamo al palazzetto giusto in tempo per il fischio d’inizio, anzi per il gong. La scena è a dir poco insolita. Ci sono una ventina di piccoli campi da calcio su tavola con adulti concentratissimi e pronti per la sfida, incitati da allenatori molto agguerriti. Ogni squadra è composta da quattro giocatori tra i quaranta e i cinquant’ anni, con tanto di maglia con i colori di club da ogni parte d’Italia: rosso e nero per il Foggia, blu per il Napoli, bianco e nero per l’Ascoli, e poi l’Arezzo, il Sassari e tante altre squadre provenienti da tutto lo stivale per questa prima giornata del campionato nazionale delle massime serie: la A, la B e la C. Tre gironi all’italiana con 12 e 10 formazioni; ogni partita si svolge su quattro campi ognuno con due atleti avversari e un arbitro. Ci sono anche i tabelloni segnapunti per i match.

La sirena d’inizio è unica: dopo un momento di tesissima attesa le partite cominciano contemporaneamente. Sembra di assistere a un qualcosa a metà tra una gara di calcetto e una sala bingo, dove il silenzio irreale è improvvisamente rotto dall’urlo di esultanza per un goal, con braccia alzate al cielo e i pugni chiusi dalla grinta. La scena è emozionante e coinvolgente, anche se un po’ curiosa. Alla fine anche mio figlio si appassiona per una partita: Foggia in vantaggio alla fine del primo tempo, ma il Napoli rimonta e si chiude in pareggio, 2 a 2.

Il pomeriggio ha funzionato: l’uscita padre-figlio ha avuto successo, e addirittura arriva la richiesta per Natale di una scatola di Subbuteo.

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