SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Diventare “sommelier” del pesce? Diciamo che ora si può. In un’epoca in cui la cultura del gusto e della sensorialità alimentare sta dettando le regole dell’alimentazione di questa parte del mondo, anche la pesca può affidare un’importante fase del proprio rilancio sulla valorizzazione del prodotto ittico.

Da San Benedetto parte così una vera e propria crociata finalizzata a far scoprire, affidandosi a basi scientifiche, le importantissime proprietà sensoriali del pesce dell’Adriatico e, in particolar modo, di quello catturato in questa fascia di mare.

Mentre sono ancora in corso i “Giovedì Bio – Ittici” (promossi al Circolo Nautico), l’Ati BioFish Piceno associazione temporanea d’impresa composta dal Consorzio Ceimas, la società di ristorazione Ro.Ma. srl e l’Azienda agricola biologica Los Campesinos e finanziato nell’ambito del Gac-Marche Sud hanno organizzato un’altra importante tappa di questo percorso in quella che, a tutti gli effetti, rappresenta la culla della cultura gastronomica nostrana. Ovvero l’Istituto Alberghiero di San Benedetto.

Il 12 novembre, dalle 9.30 presso l’Istituto Professionale Alberghiero “F. Buscemi” di San Benedetto, la professoressa Anna Badiani, dell’Università di Bologna operativa nella sede distaccata di Cesenatico e una delle massime esperte a livello nazionale sulla valutazione sensoriale, illustrerà a studenti e ristoratori i tratti scientifici dell’analisi del gusto delle varie specie ittiche.

Un importante appuntamento che si pone il fine di aiutare gli addetti ai lavori, ma anche i consumatori, a valorizzare al meglio il pesce nostrano rendendolo ancora più appetibile all’utente finale con il molteplice scopo di aumentare la competenza in materia ittica in quello che è storicamente uno dei maggiori centri pescherecci italiani e di valorizzare ulteriormente il prodotto a fini commerciali.

L’incontro si baserà sull’esistenza di un metodo scientifico oggettivo attraverso il quale determinare le proprietà sensoriali del pesce riuscendo così a tracciarne un autentico profilo misurandone determinati fattori quali l’odore, il colore, il tatto, l’aroma e così via. Un po’ quello che i sommelier fanno per il vino.

Un incontro aperto a tutti e organizzato allo scopo di introdurre un concetto chiaro ma, al tempo stesso, rivoluzionario: il pesce, in particolar modo quello del nostro porto, è uno dei prodotti alimentari più nobili sia a livello nutrizionale sia organolettico.

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