SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Il “No” allo stoccaggio gas pare allargare i suoi orizzonti vista la grande partecipazione di cittadini all’assemblea pubblica di giovedì 6 novembre presso il teatro “Don Marino” di Porto d’Ascoli e pare aver trovato, a suffragio della battaglia dell’associazione “Ambiente e Salute nel Piceno”, anche alcuni aspetti legali esaurientemente esposti da Enzo Di Salvatore professore di Diritto Costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Teramo, anche lui tra i relatori dell’incontro di giovedì.

L’incontro si è aperto con una dichiarazione positiva di Alfredo Vitali, presidente di Ambiente e Salute nel Piceno il quale ha escluso “il pericolo di militarizzazione dell’area in cui dovrebbe sorgere l’impianto” visto che il relativo emendamento è stato rigettato dal Parlamento in occasione delle votazioni sullo Sblocca Italia.

Proprio lo Sblocca Italia però porta con sé alcuni aspetti preoccupanti per le sorti di questa battaglia contro l’impianto voluto da GasPlus. Aspetti che sono stati approfonditi dal costituzionalista Enzo Di Salvatore, il quale ha avuto modo di sollevare alcuni profili di incostituzionalità legati al nuovo decreto.

Il tutto nasce dalla previsione, nel nuovo decreto legge, di rilascio da parte dello Stato alle società operanti nel campo energetico di un cosiddetto “titolo concessorio unico” con la relativa estromissione degli enti locali dal procedimento amministrativo che porta al rilascio del titolo stesso inoltre, sottolinea Di Salvatore “la stessa Regione Marche parrebbe destinata a perdere il diritto di dare un parere vincolante sullo stoccaggio in quanto lo Sblocca Italia da all’ente la possibilità di dare o negare l’intesa in conferenza di servizi, trattando la regione come una semplice pubblica amministrazione chiamata a dare un nulla osta o a emettere un semplice atto amministrativo, svuotando così di fatto il ruolo politico a essa conferito dal titolo V della Costituzione per mere esigenze economiche e di celerità costituendo così un più che sospetto profilo di incostituzionalità”. Per il costituzionalista infine una delle strade maggiormente percorribili resta quella di “chiedere alla Regione Marche l’impugnazione del decreto Sblocca Italia davanti alla suprema corte insieme alle altre cinque regioni italiane coinvolte”.

Alfredo Vitali ha infine ricordato come le iniziative e le manifestazioni contro il progetto continuino senza sosta e tra le novità ha annunciato il raggiungimento delle “6mila firme per la nuova sottoscrizione contro l’impianto di stoccaggio”.

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