SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La spending review colpisce anche il Pd. I democratici potrebbero presto dire addio alla sede di Via Balilla, a causa di un bilancio in passivo che preoccupa il tesoriere Vittoriano Capretti.

Il “buco” toccherebbe i 4 mila euro e a limitare i danni non basterebbero gli incassi derivanti da una quota dei tessere e dai ricavi delle primarie. Consiglieri ed assessori del partito versano inoltre nelle casse il 10% del loro compenso.

La sede di Via Manara è di proprietà. Per la struttura di Via Balilla, così come per quella di Via Damiano Chiesa, il Pd paga invece un affitto che, nel primo caso, non supera i 300 euro mensili. In assenza di rinnovo del contratto, il locale andrà liberato entro il 1° gennaio 2015.

Se da una parte gli iscritti sono preoccupati per i conti in rosso, dall’altra c’è la chiara volontà di mantenere attivo il quartier generale situato a pochi passi dal centro. “Il Pd dovrà necessariamente candidare in Regione un esponente sambenedettese”, afferma il vicesegretario Tonino Capriotti. “Partendo da questo presupposto, direi di non prendere alcuna decisione per il momento. Una sede centrale tornerebbe utile e lo stesso candidato potrebbe pagare la quota d’affitto”.

Durante l’Unione Comunale di mercoledì, Sabrina Gregori ha accusato il premier Renzi di aver abolito la discussione all’interno del Pd. A quel punto i renziani hanno rinfacciato la stessa critica alla segretaria, mettendo sul piatto diversi argomenti – tra cui l’emergenza movida molesta – mai affrontati nell’ultimo anno dal partito locale.

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