L’ascensore. La realizzazione di un ascensore in un vecchio palazzo di via Maffei sta creando sui Social Network un gigantesco vespaio con opinioni tutte di parere sfavorevole alla sua messa in opera. Ho continuato a girare sul web per cercare qualcuno che desse una risposta a chi definisce l’operazione una ‘nefandezza‘, una ‘porcata‘, uno ‘schifo‘, una ‘prevaricazione‘, ad affermazioni tipo ‘cosa c’è sotto?’, ‘ma come è possibile?‘, ‘il condominio ha dato parere favorevole?‘, ma non ho trovato niente.

È vero che il problema è tecnico ma pare che qualcuno degli arrabbiati (buona parte dei condomini) qualche competenza in merito potrebbe averla. Addirittura c’è chi sussurra che ci siano interessi più grandi della semplice realizzazione. L’ascensore, dicono, potrebbe fare da apripista per altre palazzine simili con conseguenti vantaggi economici enormi. Insomma, dietro a quello che appare un semplice contenzioso, girerebbero milioni di euro. Per dirla chiaramente: tra un palazzo di oltre tre piani con ascensore ed uno senza, la differenza di valore è molto alta.

Apparentemente sembra che il caso non rientri in questa dinamica in quanto la necessità di costruire un ascensore è diversa. Pur tra varie irregolarità (“muri portanti da rendere più piccoli, scale sotto misura perché leggermente inferiori e non al netto del corrimano, nessuna riunione di condominio preventiva” assicurano alcuni residenti del palazzo) sulle quali preferisco non entrare nel merito, la necessità di un ascensore nasce da una signora 94enne che, secondo il Comune, e chi ha dato via libera, resterebbe “murata viva” nel suo appartamento essendo impossibilitata a salire e scendere in normali scale.

Un’attenzione apprezzabile da parte di chi ha fatto di tutto per far partire i lavori oltre ad un grande atto di amore verso una persona quasi centenaria. Anche qui però non sarebbe tutto oro quello che luccica, se è vero che la signora vive solo due settimane in agosto nella palazzina di via Maffei, a due passi dal mare. E se non avesse la residenza nel nostro Comune, requisito essenziale, secondo una condomina, per giustificare la costruzione di un’ascensore. Oltretutto senza il parere favorevole di almeno metà dei condomini.

Non va nemmeno trascurato il fatto che il giudice ha dato parere favorevole per cui i lavori sono iniziati, con il consenso del Comune. Comune di San Benedetto del Tronto che pare non voglia recepire le eccezioni presentate dai tecnici (geometri, ingegneri) dei condomini che stanno protestando. “Porteremo il tutto in Tribunale“, aggiunge una residente nel palazzo di via Maffei.

Il dulcis in fundo, che in questa città non manca mai, è però un altro. A definire «l’operazione una ‘nefandezza’, una ‘porcata’, uno ‘schifo’», ci sarebbero anche componenti del consiglio comunale o, peggio ancora, assessore/i. Veramente strano.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.358 volte, 1 oggi)