SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E sono quattro. Dopo il Comune di San Benedetto, quello di Monteprandone e il Movimento Cinque Stelle, anche l’associazione Ambiente e Salute nel Piceno annuncia il ricorso al Tar in merito alla vicenda della centrale di stoccaggio del gas.

“Più sono le contestazioni e meglio è”, spiegano i promotori. “Abbiamo fatto di tutto per mantenerci indipendenti e traversali. La battaglia è la stessa, ma è giusto essere distinti”.
Il nemico si chiama sempre Sblocca Italia. Il 30 ottobre la Camera ha approvato il testo del decreto. “Sono assurdi i poteri straordinari conferiti ai Commissari, dimenticando i danni che hanno causato alla nazione. I cantieri non potranno essere più fermati da contenziosi legali, impedendo ai cittadini di rivalersi in caso di dolo. Le norme che ci indignano particolarmente sono quelle che accentrano tutti i poteri decisionali allo Stato, per quelle questioni considerate a interesse strategico nazionale ed indifferibili, gli impianti relativi agli inceneritori e idrocarburi: trivelle petrolifere, rigassificatori, gasdotti e per quanto ci riguarda direttamente, gli stoccaggi gas, escludendo gli enti locali dai procedimenti decisionali. Verranno inoltre svuotate dei poteri le Sovrintendenze, mettendo a rischio il patrimonio storico culturale della nazione, e la possibilità di sottrarre alla Valutazione di Impatto Ambientale le opere definite strategiche; praticamente tutte quelle sopra menzionate che di fatto danno il peggiore impatto all’ambiente”.

Ambiente e Salute ha dunque indetto un’assemblea pubblica, giovedì 6 novembre alle ore 21,15 a Porto D’Ascoli presso il teatro Don Marino nella chiesa di Cristo Re, per informare la cittadinanza delle novità sull’argomento. Nel corso dell’appuntamento proseguirà la raccolta firme, che ha già raggiunto le 6 mila adesioni. “Prima di Natale organizzeremo una manifestazione a San Benedetto di carattere nazionale, dove coinvolgeremo anche altre Regioni”.

Il legale di Ambiente e Salute che si rivolgerà al Tribunale Amministrativo sarà Stefano Quevedo. Come nel caso dei grillini, pure l’associazione mostra scetticismo sul buon esito delle contestazioni dell’ente sambenedettese: “E’ chiaro che il parere favorevole di un dirigente comunale nel Comitato Tecnico Regionale rappresenta una macchia pesante”.

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