Dal numero 1009 di Riviera Oggi, in edicola.

Ci fossimo trovati di fronte ad opere meravigliose realizzate nel posto sbagliato, avremmo capito il senso del Regolamento per le attività di graffitismo. Ma siccome così non è, restiamo interdetti.

L’iniziativa dell’amministrazione comunale rischia di rivelarsi un contenitore senza contenuto. Appetibile, affascinante, decorato ed infiocchettato, ma desolatamente vuoto.

Il motivo è presto detto: con il provvedimento varato dal Consiglio martedì 28 ottobre non si risolve minimamente l’emergenza dei writers, si sbaglia completamente il destinatario, si confondono temi e problematiche, si predilige il chiacchiericcio – immancabilmente retorico e pomposo – a discapito della realtà dei fatti.

San Benedetto affoga nei tag. Odiose scritte lasciate per sfregio in periferia come in centro, su mura pubbliche e private, oltre che su balaustre, monumenti e zone storiche della città. Di artistico c’è ben poco, e siccome lo sforzo della maggioranza va incontro alle street-art è giusto ricordarlo.

Basterebbe farsi un giro al corso, alla stazione, in Viale Secondo Moretti, Piazza Giorgini o al Molo Sud per comprendere che la creatività giovanile non c’entra nulla. Semmai ci troviamo di fronte ad un fenomeno di vandalismo dilagante, che la giunta continua a non intercettare.

Intervenendo con la mera concessione di luoghi specifici da destinare all’esercizio dei murales, non si va oltre una strategia mediatica e di facciata.

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