SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Alle 3.30 di mercoledì arrivò il tradizionale tweet, riproposto alla fine di ogni assise: “Terminato anche questo Consiglio Comunale, come sempre approvati tutti i punti all’ordine del giorno”. Ma stavolta l’ostentazione di sicurezza di Gaspari (supportata dall’eloquente hashtag #quasimonotoni) viene smentita dai fatti.

L’emiciclo è andato in tilt a metà serata, quando i consiglieri sono stati chiamati ad esprimersi sulla mozione del Movimento Cinque Stelle contro lo Sblocca Italia. Secondo i grillini, il decreto umilierebbe gli enti locali preposti alla tutela ambientale e paesaggistica e favorirebbe tutte le nuove autorizzazioni, “attraverso semplificazioni e velocizzazioni dell’iter”.

L’atto, dal valore simbolico, è stato appoggiato dai Verdi e dall’ex dipietrista Del Zompo, portando in questa maniera i voti favorevoli a tenere testa ai “no”. La conta, terminata 10 a 10 con le astensioni di Calvaresi, Pellei, Emili e Pezzuoli, ha costretto la segretaria generale Fiorella Pierbattista a consultare in tempo reale il regolamento. In base all’articolo 120 si è proceduto ad una seconda consultazione, ancor più beffarda della precedente. Gli ex dissidenti del Pd si sono infatti “redistribuiti”, portando il risultato sull’11 ad 11. Seguendo sempre le direttive dello Statuto, l’ordine del giorno è stato rinviato al prossimo Consiglio.

L’imbarazzo della maggioranza è stato celato dall’assenza di Luca Vignoli tra i banchi dell’opposizione che, con altissima probabilità, avrebbe mandato sotto Gaspari e soci.

Quando la mozione verrà ridiscussa, lo Sblocca Italia avrà già terminato il suo percorso parlamentare. Sarà comunque interessante osservare le nuove disposizioni del centrosinistra. In tempi di monotonia…

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