SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Il silenzio di questi giorni è più aggressivo delle mie parole”. Antonio Guidi mantiene la promessa e fa capolino al Consiglio Comunale di martedì sera, ribadendo la propria indignazione alla decisione dell’amministrazione comunale di mettere in vendita la struttura dell’ex scuola Petrarca, con conseguente cambio di destinazione.

“Io a San Benedetto devo tantissimo – dice l’ex Ministro prima che il punto venga comunque approvato – sono venuto non per portare guerra, ma suggerimenti. Sono abituato a giunte avversarie, mai nemiche”.

Il terreno interessato fu donato alla città proprio dai genitori di Guidi: “Potrei rivendicare diritti personali, non lo faccio. Però quel bene è stato dato con tanto cuore e si è valorizzato negli anni. Mio padre e mia madre pattuirono con Gregori un accordo che implicava la vendita a costo zero per realizzazione di una scuola. Loro volevano investire in un istituto che fosse di tutti. E’ nato, diventando un esempio. Rivendico i sogni dei miei genitori, la popolazione non va tradita. Ci sono varie proposte sul tavolo, come l’istituzione di una scuola col metodo Montessori o di una Casa Famiglia. Monetizzare la solidarietà è un enorme errore”.

Il giudizio su Gaspari è dunque impietoso. “Ho conosciuto tanti primi cittadini, anche di idee lontane dalle mie. Ho sempre collaborato con tutti. Spero che questo non sia diverso dagli altri. Al di là dei rapporti politici, una telefonata seppur per motivi di fair play andava fatta. Invece no. Io porto pace, l’amministrazione crea dei muri. Mi auguro di superarli. Due anni fa incontrai Gaspari e l’assessore Sorge alla presentazione del mio libro. Entrambi mi dissero che sarei stato avvisato. Da pochi giorni ho saputo di questa decisione inaccettabile”.

Dell’esistenza o meno di clausole stipulate in fase di vendita non ne è al corrente nemmeno il diretto interessato. “Per essere scevro da sospetti non ho guardato niente”, osserva ancora Guidi. “Tuttavia credo nella forza della democrazia. Vorrei creare una mobilitazione dolce, una vertenza al fianco dei sambenedettesi. Se l’ostilità continuerà ed esisterà la possibilità di intraprendere vie legali per difendere i cittadini le userò”.

Gli assist all’ex onorevole arrivano dal Movimento Cinque Stelle (che per voce di Marucci legge una sua lettera) e Loredana Emili. “E’ strano che il sindaco non sia sensibile ad una volontà espressa qualche decennio fa”, ammonisce l’esponente dei Diversamente Democratici. “Non si può vendere un bene pregiato in una zona pregiata in presenza di una necessità forte. Non capisco questa ostinazione. C’è un limite pure nel fare cassa sempre e comunque. Il rispetto vale sempre, ne va della sua onorabilità”.

Stizzita la replica di Gaspari: “Si stanno facendo ragionamenti strappalacrime. Una donazione è tale se è donazione, se è una vendita non lo è. Sul sentito dire non si possono costruire i castelli. Chi parla della scuola Petrarca l’ha mai visitata? C’era una sola classe, poi spostata alla Zona Nord. Bisogna fare i conti con la realtà. Quel plesso non ha più ragione d’esistere, l’esigenza non c’è, sono cresciute altre due strutture. Nel 2012 in Palazzina non assunsi alcun impegno, con Guidi parlai di tutt’altro. Con questa amministrazione abbiamo dotato di servizi veri la città. Servono esempi non parole. Chi stasera parla, un tempo voleva vendere l’ex scuola Borgo Trevisani”.

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