MONSAMPOLO DEL TRONTO- Il problema, comune a molte amministrazioni italiane è quello di una percentuale di differenziata ben al di sotto della soglia minima del 65% fissata dalla normativa nazionale, la soluzione che Monsampolo ha trovato grazie all’apporto di Picenambiente, è innovativa e può rappresentare, con un po’ di lungimiranza da parte degli amministratori vicini, un progetto trainante anche per il resto della provincia.

Procediamo per gradi. Monsampolo a detta anche del suo primo cittadino Pierluigi Caioni “raggiunge una percentuale di differenziata piuttosto bassa, ferma al 35%, con un aumento di soli 7 punti percentuali rispetto ai dati del 2009“, questo ovviamente comporta costi sia per le sanzioni previste per i comuni poco virtuosi che si tengono al di sotto della soglia minima sopracitata, sia soprattutto come ricorda lo stesso sindaco “per il fatto che, una percentuale bassa di differenziata comporta una quantità maggiore di indifferenziata che finisce in discarica e, viste le tariffe attuali praticate dalla società che gestisce la discarica di Relluce, che sono di 110 euro per tonnellata, la indifferenziata costa attualmente al nostro comune oltre 100 mila euro annui”. Una cifra che l’amministrazione è convinta di abbassare drasticamente attraverso l’introduzione di un nuovo metodo di raccolta differenziata porta a porta, che secondo gli studi dovrebbe portare la differenziata a livelli molto più alti degli attuali “con picchi addirittura del 75% nelle ipotesi più ottimistiche” dichiara ancora Caioni.

Si tratta di un nuovo metodo di raccolta basato su mastelli, ovvero delle pattumiere in plastica, che verranno fornite dalla Picenambiente ai cittadini di Monsampolo. Si tratta di 3 mastelli da 40 litri di capienza, di colore giallo, blu e grigio destinati rispettivamente a carta, plastica e lattine e indifferenziata insieme a un mastello più piccolo di 30 litri di capienza destinato al vetro. I mastelli sono impilabili in modo da non creare problemi di spazio nelle abitazione e dovranno, nei prossimi mesi, essere portati al di fuori delle abitazioni o nei punti prestabiliti nei giorni in cui l’amministrazione fisserà il ritiro che avverrà, in linea di massima con questa frequenza: plastica e lattine indifferenziato con frequenza settimanale, vetro e carta con frequenza bimensile, mentre l’umido, con i soliti sacchetti in carta, continuerà a essere ritirato giornalmente.

Si tratta di un metodo di raccolta sicuramente nuovo, sperimentato in pochi comuni italiani, dove però ha già riscosso molto successo aumentando nettamente le percentuali di differenziata. Aspettando l’esito di questa avanscoperta in cui si lancia il comune di Monsampolo, si può già immaginare, in caso di successo, a un utilizzo allargato anche al resto del territorio piceno, visto che oltre alla annunciata capacità di aumentare la percentuale di differenziata, questo metodo soprattutto promette anche di risolvere uno sgradevole problema ovvero la presenza in strada di innumerevoli sacchi nei giorni(e non solo) di raccolta.

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