SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Inaugurato da nemmeno due settimane e già sotto processo. Il nuovo sottopasso di zona San Giovanni finisce in apnea alla prima occasione utile, scatenando le ire dell’amministrazione comunale, che ha immediatamente preteso spiegazioni dai tecnici e dall’impresa.

Le pompe di sollevamento, funzionanti nella difficile notte tra giovedì e venerdì, sono andate in tilt attorno alle 7.20, a causa del surriscaldamento di un componente elettrico. L’imprevisto, successivamente risolto, ha provocato il ristagno delle acque piovane di circa 15-20 centimetri sul fondo stradale.

L’assessore ai Lavori Pubblici, Leo Sestri, avvisato da un tecnico della Ciip, ha a sua volta contattato il direttore dei lavori, Nicola Antolini. La relazione sull’accaduto è quindi arrivata nel pomeriggio, con l’assicurazione di effettuare ulteriori verifiche per evitare fenomeni similari in futuro.

Il blocco delle pompe ha sorpreso tutti, dal momento che si tratta di un dispositivo nuovo di zecca. Il sottopasso si sarebbe comunque chiuso automaticamente, attraverso l’abbassamento delle sbarre, qualora il livello dell’acqua avesse oltrepassato i 35 centimetri d’altezza.

Quest’episodio non ci è affatto piaciuto”, commenta Sestri. “Il nastro è stato tagliato dieci giorni fa. Quando me lo hanno riferito ho preteso che la ditta intervenisse e spiegasse. Se ci sono le responsabilità, è giusto che qualcuno se le assuma. Il Comune interverrà nei loro confronti. Noi ci mettiamo sempre la faccia, pretendiamo di sapere cosa accadrebbe in caso di altre precipitazioni. Esigiamo dei chiarimenti. Una struttura così importante e recente non può assolutamente causarci dei problemi”.

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