SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Mio papà” piace alla critica. Tra molti alti e qualche basso, senza picchi in entrambi i casi, il film di Giulio Base girato a San Benedetto l’anno scorso convince gli addetti ai lavori.

Presentato fuori concorso al Festival del Cinema di Roma nella sezione “Alice della città”, la pellicola è stata accolta positivamente da Anselma Dell’Olio. “E’ una delizia”, ha dichiarato la giornalista al programma di Gigi Marzullo Cinematografo. “E’ un film commovente, la sceneggiatura è ben fatta e gli attori sono bravissimi. Base difficilmente sbaglia con il casting”.

In rete il bollino verde è arrivato dall’accreditato MyMovies. Alessandro Venier guarda di buon occhio un film “dal gusto agrodolce e leggero, in equilibrio tra le emozioni grazie ai diversivi comici creati da Ninetto Davoli e Fabio Troiano”.

Venier dedica ampio spazio al piccolo Niccolò Calvagna: “Intenso e mai in difficoltà accanto a professionisti ben più adulti. E grazie alla sua interpretazione è più facile provare empatia per Mio papà, film dalla lacrima suggerita, moderno spaccato familiare di un’Italia di provincia, sincera e così lontana dal paese idealizzato che troppo spesso vediamo nelle fiction”.

Carezze giungono pure da Movieplayer. “Gli autori del copione mantengono un registro di costante serietà – scrive Stefano Lo Verme – nel tentativo di raggiungere un livello di realismo più alto possibile, a prescindere da qualche eccesso di enfasi. Mio papà stupisce in positivo. Senza brillare certo per originalità e coraggio, la pellicola di Base mostra una certa dose di coerenza, a cui si accompagnano un sostanziale equilibrio nelle varie fasi della narrazione e un buon grado di credibilità nella messa in scena”.

Chi si dissocia interamente dagli elogi è invece Cinematografo.it, secondo cui il film “abbonda di idee e manca di concetti. Non c’è immagine che resti, si allunghi, abbia profondità – si legge ancora sul portale – è assente un progetto di messa in scena, un modo di dire le cose a modo. I personaggi restano sulla carta, le emozioni seguono la scaletta e la drammaturgia ha l’impianto della pagina 777 del televideo”. Tutti d’accordo infine nel contestare al regista un approccio forse un po’ troppo televisivo.

I sambenedettesi potranno confermare o smentire tutte queste tesi non prima del 27 novembre, giorno dell’uscita ufficiale nelle sale di “Mio papà”.

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