SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un anno e mezzo per schizzare dal quarto al primo posto degli incroci più pericolosi di San Benedetto. Il dato, riferito all’intersezione tra Viale De Gasperi e Via Asiago, sarebbe contenuto negli atti che il Comitato di Quartiere Sant’Antonio ha chiesto di visionare.

Un’analisi preliminare testimonia che, dal gennaio 2013 a metà 2014, il grado di incidentalità è schizzato alle stelle, lasciandosi alle spalle gli incroci di Via San-Martino-Via Roma, Via San Martino-Via Pizzi e Via Pizzi-Via Calatafimi.

Al numero di sinistri raccolto dalle forze dell’ordine vanno inoltre sommati i casi di Cid, che non rientrano nel computo complessivo.

Per residenti e commercianti la situazione va risolta al più presto. L’amministrazione, in tal senso, ha fissato la scadenza della sperimentazione per la fine del mese. “Il Comune non sta con le mani in mano”, dichiara il consigliere comunale del centrosinistra, Roberto Bovara. “L’Ufficio Lavori Pubblici ha messo in piedi dei progetti. La maggioranza e Vigili Urbani valuteranno. Entro quindici giorni troveremo la soluzione migliore per tutti. Qualcuno rimarrà scontento, la perfezione non c’è. Tenteremo comunque di mitigare il problema”.

Il Piano del Traffico del 2008 aveva previsto la realizzazione di una rotatoria, ma il progetto non è mai andato in porto. “Si sta valutando quest’ipotesi – prosegue l’esponente di Città Aperta – quella che c’era non era una rotatoria reale e funzionale. Creava esclusivamente del caos”.

Tuttavia, ad oggi lo scenario più attendibile rimane quello della riapertura parziale dell’intersezione, con la possibilità di immettersi in Viale De Gasperi soltanto dal versante ovest di Via Asiago, così da alleggerire il traffico sulla Statale e in Via Toscana.

L’opposizione attenderà gli sviluppi fino agli inizi di novembre. Qualora la questione non dovesse sbloccarsi, la vicenda verrebbe dibattuta in Consiglio attraverso un’interrogazione firmata da Forza Italia. “In questo Viale sono presenti tante attività che vanno tutelate – spiega Pasqualino Piunti – non si può chiudere un tratto così fondamentale dalla sera alla mattina”.

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