La lettera che ci ha inviato Mario Narcisi , ex consigliere comunale e candidato sindaco alle ultime elezioni oltre che ex primario del reparto di Rianimazione del “Madonna del Soccorso” l’abbiamo subito ritenuta degna di attenzione perché contiene un disappunto vero e avallato da fatti concreti, fino a prova contraria.  Ecco il titolo che gli ha dato:

“GASPARI & CO. NON HANNO MAI AMATO QUEL SOTTOPASSO ... un sottopasso che divide invece di unire”

«Ha ragione Tommaso Caroselli Leali, presidente del Comitato Tutela Aziende della zona Agraria e San Giovanni, quando sostiene che il sottopasso, così come ci viene consegnato, è stato il risultato di una scelta politica.

Lo si deduce da una attenta disamina del diario di tutta la vicenda che ha riguardato il Sottopasso di S. Giovanni e dal verbale dell’incontro organizzato in Comune con il Dirigente della Società IDG ( Immobiliare Grande Distribuzione) della COOP Adriatica di Ravenna.

A bene ricordare di come andarono le cose di quella mattina del 13 OTTOBRE 2008 alle ore 12,00 presso l’Ufficio del sig. Sindaco, che portarono alla decisione di rompere il muro delle resistenze interne per la realizzazione del Sottopasso di S. Giovanni e a dargli un determinante impulso, non si giustifica oggi questa “manifesta felicità” e ironia del sig. Sindaco Gaspari (esternata alla presentazione della Festa per San Benedetto Martire) che , allora, in occasione dell’incontro in Comune, non mostrava alcun entusiasmo per la realizzazione dell’opera..

A tutti i presenti, fu chiara l’evidenza che non esisteva, da parte del Comune, la volontà di realizzare questa opera, tanto è vero che era prossima la scadenza della convenzione che la IDG aveva sottoscritta. per conto della COOP Adriatica, con il Comune di SBT , per la realizzazione del Sottopasso in zona S.Giovanni.

Ricordo che il 25-7-2008, appena insediatomi come consigliere comunale, presentai in maggioranza delle interrogazioni e interpellanze e tra di esse c’era la questione del sottopasso ferroviario in zona rotatoria Sud-Ipercoop, che tanto a cuore stava agli abitanti di quelle aree che furono vittime dell’esondazione del fiume Tronto del 1992.

Per essere ascoltato dovetti aspettare il febbraio del 2009 ma nel frattempo con l’ausilio fondamentale del consigliere Claudio Benigni si riuscì a convocare in Comune, il 13 Ottobre alle ore 12,00, l’Amministratore delegato del Consiglio di amministrazione della COOP Adriatica. All’incontro, oltre al sindaco e all’A.D., erano presenti l’ass. estri, l’arch. Mancini, i consiglieri Benigni, Evangelisti, Pasqualini, Marinucci e il sottoscritto.

Emerse che il problema della non realizzazione del sottopasso risiedeva all’interno del Comune di San Benedetto del Tronto.

A detta dell’A.D. delle COOP, le FF.SS. non sapevano ancora niente della intenzione di realizzare questa opera da parte del Comune, Non erano stati ancora acquisiti i pareri degli Enti di valutazione preposti ( VAS, VIA, PAI ); addirittura , l’A.D ci disse che l’opera da realizzare era una soluzione auspicata dal PAI e si meravigliava che ancora non fosse stata presentata.

L’A.D. aveva bisogno, per il suo Consiglio di Amministrazione,

  1. di acquisire una motivazione seria, importante, forte, da parte del Comune di San Benedetto del Tronto, sulla volontà di realizzare l’opera per poter mantenere l’impegno economico dell’ “IPERCOOP”;
  2. dell’esistenza di un iter condiviso da parte di tutti gli organismi interessati e
  3. di poter contare su tempi certi per la realizzazione dell’opera .

Queste erano le tre condizioni indispensabili poste dalla COOP che contestualmente dichiarava di voler mantenere ancora l’impegno economico di 2 milioni e 100 mila euro.

L’arch. Mancini replicò che le Ferrovie analizzavano solo il progetto esecutivo ed era per questo motivo che ancora non erano state interessate. Quindi si doveva chiamare in causa la Provincia e il Comune per fare quello che c’era da fare. Aggiunse che c’era un vincolo da parte dell’Ente Sentina che aveva espresso un parere favorevole ma condizionato che riguardava l’altezza del sottopasso che doveva essere ridotta da 5 a 3 metri . Questo parere , seppure condizionato, si opponeva al parere negativo dato dall’Ente Nazionale, facendo rimettere in discussione tutta la progettazione.

Il Sindaco e Mancini ribadirono le difficoltà delle procedure per ottenere i pareri degli Enti preposti e lamentarono le numerose clausole condizionanti.

Secondo i consiglieri presenti , invece, tutte le questioni erano superabili. Si trattava solo di volerle superare e fare.

Si percepiva chiaramente che l’ostacolo veniva dal Comune stesso ! Addirittura , in un passaggio, il Sindaco chiese che, qualora non fosse stato possibile realizzare il sottopasso, la stessa somma potesse venire eventualmente destinata ad altra opera.

L’A.D. concluse che la COOP poteva aspettare ancora solo due anni.

A quel punto, i Consiglieri presenti concordarono sulla necessità di indire una Conferenza immediata dei Servizi. Occorreva agire subito.

Oggi, quest’opera, fortemente voluta dalla popolazione sambenedettese , che, oltre a mettere in sicurezza tutta la zona dal pericolo di inondazione, avrebbe dovuto risolvere la apertura di tutta la Sentina al grande pubblico per un nuovo impulso al Turismo locale, è stata fatta costruire per dividere invece che unire i cittadini.

Scegliere di inaugurare questa opera nel giorno della Festa del Patrono della Città ci sembra di cattivo gusto»

Mario Narcisi Coordinatore locale Nuovo Psi

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