SANREMO – Il Premio Tenco, edizione 2014, tenutosi a Sanremo dal 2 al 4 ottobre, ha avuto come tema conduttore “Le Resistenze” ed è stata un’edizione di alto profilo culturale, straordinariamente avvincente, sia per il modo poliedrico con il quale è stata affrontata la tematica proposta, sia per le personalità invitate a dibatterne, sia infine per il livello degli artisti partecipanti, tra i quali spiccavano giganti internazionali della canzone d’autore, alcuni dei quali hanno pagato caramente il loro canto libertario perché oppressi e perseguitati da diversi e contrapposti regimi dittatoriali nei loro paesi in varie parti del mondo.

Giuseppe Gennari è stato invitato quale testimonial di una resistenza artistica che nella cittadina di San Benedetto del Tronto ha portato a concludere 19 Festival Ferré e un Memorial. La direzione artistica del Club Tenco ha ritenuto degna d’attenzione, da una parte attraverso l’invito a parlarne dalla ribalta prestigiosa del Tenco, dall’altra con la stesura operata dal responsabile del Tenco, Enrico De Angelis, del libro Ferré e gli altri nel quale il Festival si è auto raccontato.

L’attenzione riscossa dal Festival e dal libro è stata massima, caratterizzata da ammirazione per la nostra cittadina e da simpatia. Il tutto sottolineato anche dal successo ottenuto dai Tetes de Bois, sia con la loro performance in teatro che con il loro nuovissimo album intitolato Extra: un Cd tutto dedicato all’opera di Léo Ferré in versione italiana, che con la sua copertina, la stessa disegnata da Ugo Nespolo per il Festival di quest’anno, è andato letteralmente a ruba.

“Nell’occasione ho potuto contattare diversi artisti, noti e meno noti ma tutti di grande valore, da invitare in previsione della prossima edizione del Festival che nel 2015 sarà la ventesima. Nessuna anticipazione però da fare al momento, non tanto per motivi di scaramanzia, quando di debita serietà” ha dichiarato Giuseppe Gennari.

I premi artistici Tenco 2014 sono stati assegnati alla cantante greca Maria Farantouri, resistente al regime dei Colonnelli e nota per il suo sodalizio artistico con Teodorakis, ai cechi del gruppo rock Plastic People of the Universe, resistenti al regime comunista, al portoghese José Mario Branco, resistente al regime fascista di Salazar, allo statunitense John Trudell, figlio di un Sioux e di una messicana, resistente alle persecuzioni perpetrate in Usa sugli indigeni americani. Su tutti ha fatto spicco la performance della cosiddetta “Ragazza con la fisarmonica” che ha avuto una commossa standing ovation: Esther Béjarano, l’ebrea tedesca miracolosamente sopravvissuta ad Auschwitz, che oggi, a novant’anni compiuti, continua con un’energia e un entusiasmo incredibile, il suo resistente canto per la libertà, che abbraccia anche il popolo palestinese di cui non sopporta, da ebrea rigorosamente onesta, le vessazioni cui vengono sottoposti.

Tra gli artisti italiani hanno partecipato Vinicio Capossela, Simone Cristicchi, Paola Turci, Eugenio Finardi, David Riondino e tanti giovani già affermati o molto promettenti come Dente, Claudia Crabuzza, Pier Paolo Capovilla, Diodato e altri. Qualcuno di loro potrebbe ricevere l’invito a partecipare al Festival Ferrè.

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