SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una richiesta di accesso agli atti ed una successiva assemblea pubblica per discutere della decisione dell’amministrazione comunale di chiudere l‘incrocio tra Viale De Gasperi e Via Asiago.

Residenti, commercianti e semplici fruitori hanno scritto una lettera al sindaco Gaspari, all’assessore alla Viabilità Luca Spadoni e al Dirigente dei Vigili Urbani, domandando in primo luogo che fine abbia fatto il Piano della Sicurezza Stradale redatto dal Comune nel 2007. “Da una ricerca online sul sito www.comunesbt.it ne abbiamo constatato l’esistenza – denunciano – sul progetto furono investite risorse pubbliche pari a 24 mila euro”.

Contemporaneamente, si invoca la possibilità di entrare in possesso della documentazione che ha portato all’adozione della sperimentazione: “Quali altre ipotesi  sono state valutate dall’Ufficio del Traffico? Si organizzi un confronto pubblico per esaminare assieme gli atti e discutere di eventuali opzioni”.

Le alternative? Nella missiva si citano attraversamenti pedonali rialzati (“atti a tutelare la sicurezza dei passanti”), la regolamentazione del traffico col sistema del traffic-calming (“per rendere più fluido il deflusso dei mezzi”) e una piccola rotatoria, accompagnata dal miglioramento della segnaletica verticale.

Dal 2004 al 2012, il tratto della discordia ha collezionato 45 sinistri e 53 feriti, classificandosi al quarto posto nella classifica delle intersezioni più pericolose della Riviera. “Tuttavia, gli incroci a maggiore incidentalità sono rimasti invariati, come Via San Martino-Via Roma, Via San Martino-Via Pizzi, Via Pizzi-Via Calatafimi. Con una raccolta firme di 1269 persone, auspichiamo nella riapertura di un punto che ricade in una tra le principali direttrici nord-sud. Lì le auto in transito quotidiano sono circa 16 mila, dato non eguale agli altri posti. Così facendo, si carica il traffico in altre vie, aumentando caos e inquinamento, togliendo servizi, clienti e soluzioni a residenti-commercianti della zona”.

Immancabili le recriminazioni inerenti ad una presunta disparità di trattamento rispetto a Porto d’Ascoli. “Viale De Gasperi-Via Asiago è uno svincolo tra poli strategici della città, quali il Liceo Classico, il Liceo Scientifico, la Scuola Elemntare, Il Municipi, la Casa di Cura e le Poste. Ciò impone l’obbligo di trovare un’alternativa. Tale decisione doveva essere prioritaria altrove. Perché si sono fatti interventi e investimenti in Via Del Cacciatore, mentre qui si mettono le transenne? Si sarebbe dovuto chiudere anche l’incrocio Via Del Cacciatore-Buglione, invece no”.

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