CUPRA MARITTIMA – Nessuna smania di apparire, ma quest’estate una gag Diego Bianchi l’avrebbe documentata volentieri. “La scena di Renzi a Palazzo Chigi col gelato in mano forse meritava di essere raccontata, è stato un momento bizzarro. Comunque non fremo per andare in video, va bene così”.

In tv ci tornerà in ogni caso da domenica 28 settembre, con la prima puntata del nuovo ciclo di “Gazebo”. Bisserà il giorno seguente per un totale di due appuntamenti settimanali. Uno in più della prima stagione, uno in meno della seconda.

“All’inizio era una collocazione di nicchia, si ragionava di sette giorni in sette giorni” confessa Zoro.” Con tre serate invece eravamo diventati una striscia. E’ stata una cavalcata piena d’adrenalina, non pianificavamo molto. Spesso la mattina non sapevamo cosa avremmo proposto la sera, diversi avvenimenti accadevano il giorno stesso. L’organizzazione è diversa, stavolta sarà un’altra cosa ancora”.

Preoccupato?
Gazebo è un programma mobile per definizione, dove lo metti sta. Saremo una via di mezzo tra la prima e la seconda edizione”.

Quest’anno non godrete del traino di “Ballarò” e “Chi l’ha visto?”, che vi regalava ascolti e, allo stesso tempo, vi toglieva minutaggio.
“Le puntate più belle molte volte sono andate in onda il giovedì, sera con il traino più debole. Ricordo ad esempio quella dedicata alla tragedia di Lampedusa. Per quel che riguarda il minutaggio, non è un problema. Gradualmente ti abitui. La domenica dureremo 40-45 minuti, ma partiremo molto prima rispetto a due anni fa. Il lunedì dovremmo allungarci a 60 minuti. Sono inoltre previste delle prime serate, anche se non da subito”.

A luglio hai raccontato i Mondiali direttamente dal Brasile. Utilizzerai materiale girato?
“Prima o poi lo proporremo. Siamo andati là un po’ per vacanza, un po’ per lavoro, senza assilli. Qualcosa realizzeremo, non so quando. Si tratta di materiale freddo, lì sta, non scade”.

Con due sole uscite settimanali riuscirete a stare dietro l’attualità?
“A volte l’attualità permette all’agenda di crearsi da se, ma vale per tutti, non solo per noi. Dobbiamo essere bravi a raccontare le cose che capitano”.

In vista ci sono solo le elezioni regionali nel 2015. A meno che non ci sia una nuova crisi di Governo…
“Se ci sarà un momento di stasi, alzeremo il coperchio e troveremo i problemi. L’Italia offre sempre degli spunti, qualora non ci fossero fatti eclatanti ci adatteremmo”.

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