CUPRA MARITTIMA – Padre romano, madre di Parma. Ma un amore sbocciato e consacrato a Cupra. E Cupra, quando Diego Bianchi chiama, risponde sempre presente. Ben due le proiezioni al Cinema Margherita, per accogliere appassionati e curiosi decisi a godersi un esordio alla regia tra applausi, sorrisi e immancabili riflessioni.

Arance e Martello, apprezzato alla Mostra di Venezia “quasi fosse un film iraniano”, fotografa la situazione dell’estate del 2011, bollente dal punto di vista climatico e politico. Lo spread toccava vette altissime, Berlusconi litigava con Tremonti ed il Partito Democratico raccoglieva firme per le sue dimissioni.

“Sarebbero arrivate tre mesi dopo, per altro”, dice Bianchi. “Quando accadde pensai di riattualizzare il film con Monti. Tuttavia, sarebbe diventato poco contemporaneo anche con lui. Da allora ad oggi si sono susseguiti tre governi”.

Tutto ruota attorno al Pd, all’epoca bersaniano e distante anni luce dall’avvento di Matteo Renzi. Il sindaco di Roma (interpretato da Giorgio Tirabassi) decide di chiudere lo storico mercato rionale offrendo ai commercianti un misero indennizzo. E’ la scintilla che scatena la ribellione e la chiamata in causa – assai diffidente – dei democratici, rintanati in una sezione nascosta dal secolare cantiere per la realizzazione della linea C della Metropolitana.

Cinque le settimane di riprese, infiniti i minuti complessivi di girato. “Inizialmente era un mattone – continua Zoro – l’ho asciugato strada facendo. Il primo taglio avviene già nella sceneggiatura. Fare il regista ti sottopone a mille decisioni al minuto, è un ruolo tirannico. Hai il potere di vita e di morte su tutto quello che accade. Poi, una volta finito, ti ritrovi in totale solitudine in sala di montaggio”.

La parte più divertente? La scelta del cast. Mentre per il futuro non c’è alcuna volontà immediata di concedere il bis. “In mente non ho niente. Però ad Ancona la presidente della Film Commission mi ha ordinato che il prossimo deve essere girato nelle Marche. Quindi anche se non ho la storia, la location sicuramente c’è!”.

Svariati i complimenti ricevuti, alcuni d’eccezione: “Clio Napolitano si è divertita, penso pure il Presidente. Una coppia così rodata non credo litigherebbe sul giudizio al mio film”.

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