di Primo Angellotti (blogger su RivieraOggi.it)

Documento integrale: Movida_Sostenibile_20

Correva l’anno 2011, il problema annoso della Movida selvaggia stava vivendo una delle sue cicliche impennate sui media locali a seguito di fatti che stavano toccando livelli record per l’epoca, livelli che sarebbero stati poi ampiamente superati nelle annate successive fino giungere alla strettissima attualità del settembre 2014, condita da risse feroci, danneggiamenti e sesso in strada (vero o mimato che sia, cambia poco) che ha fatto scalpore nei giorni scorsi.

Iniziai dunque a commentare su Riviera Oggi gli articoli che avevano per tema la Movida, all’epoca stanziata prevalentemente al Florentia di Ragnola e al Barcode di via Mentana, per replicare all’utente “alessandro84” che si qualificava come frequentatore del Barcode e si schierava apertamente e decisamente a difesa degli avventori e dei locali con argomentazione che erano diametralmente opposte al mio modo di vedere, e in totale contrapposizione al degrado che potevo apprezzare dal vivo nelle serate del weekend quando mi trovavo a San Benedetto.

Gli scambi di battute e di opinioni tramite Riviera Oggi tra first e alessandro84 assumevano inizialmente contorni duri e inconciliabili sul tema movida, mentre c’era una buona comunanza di vedute sugli altri temi; c’era dunque qualche preconcetto che impediva un sereno confronto, lo stesso che oggi impedisce una collaborazione costruttiva tra gli attori della vicenda: il preconcetto è che si ragiona solo pro-domo propria, solo in funzione della propria stretta convenienza e non del bene complessivo, si vuole solo ottenere senza concedere nulla, e nel muro contro muro si prolunga lo stato di fatto con danno che alla fine resta tutto a carico dei residenti.

Ragionandoci sopra con Alessandro Palestini, abbiamo lentamente abbandonato la contrapposizione sterile per andare a comprendere quali sono le ragioni dell’altra parte, e quali potevano essere i punti di contatto, le mediazioni, le cause, gli spunti urbanistici, i possibili rimedi a breve e medio-lungo termine per mitigare e poi risolvere il problema della Movida molesta. Durante questo dialogo sono emerse una quantità di idee interessanti che alla fine abbiamo deciso di raccogliere in un documento di proposte che è stato sottoposto al comitato di quartiere, ai residenti, ai gestori e alla giunta comunale mediante protocollazione a maggio 2013, con l’idea di arrivare ad una condivisione di tutti gli attori che avrebbe facilitato le cose.

Le condivisioni però non sono andate come immaginavamo, ci sono stati nel tempo degli incontri con il comitato di quartiere Marina Centro, i residenti, i gestori, ma le diverse parti sono rimaste sostanzialmente sulle loro posizioni originarie e sui loro preconcetti per cui:
· I locali continuano a fare quanto gli è consentito mirando a portarla più alla lunga possibile, in modo da massimizzare gli incassi senza curarsi della sostenibilità futura: in parole povere finché dura fa verdura!
· Il comune ha ignorato il documento, mentre avrebbe potuto adottarlo, bocciarlo, o coglierne qualche spunto interessante; invece nessun feedback è mai arrivato, silenzio totale.
· I residenti continuano a invocare la polizia in strada, la riduzione dell’orario e/o la chiusura dei locali, senza voler considerare soluzioni intermedie e transitorie; l’atteggiamento è sicuramente miope e semplicistico di fronte a un problema che presenta molte sfaccettature e complessità che vanno sviscerate e gestite.
· Il comitato di quartiere Marina Centro è l’unico ad aver condiviso pienamente il documento presentato, ma è un organo che ha possibilità limitate; forse avrebbe potuto adottarlo in modo più convinto interloquendo con l’amministrazione in misura più efficace rispetto a due privati cittadini; ha dovuto però dare priorità alle istanze dei suoi residenti e sposare in buona misura quanto da loro richiesto, mettendo maggiormente il focus su ordinanze restrittive e presidio delle strade.

Ora ad oltre un anno dalla presentazione del documento sulla Movida Sostenibile agli attori direttamente coinvolti, abbiamo accettato di darne libera e ampia diffusione a tutti, perché notiamo che i suoi contenuti sono sempre di grande attualità, anzi sono tra i pochissimi contributi costruttivi e fattivi che si possono trovare sul tema e meritano di essere oggetto di un dibattito più ampio invece di restare nel cassetto come è stato finora.

L’obiettivo non è certo la gloria personale che non ci interessa, altrimenti l’avremmo divulgato con squilli di fanfare già un anno fa invece di muoverci con un basso profilo; l’obiettivo è esclusivamente di iniziare a dare qualche risposta concreta a dei problemi che si fanno via via sempre più gravi.

Idee, spunti e contributi contenuti nel documento sono liberamente donati alla città di San Benedetto del Tronto nessuno escluso, non hanno copyright e restrizioni, chiunque può prenderli e farli propri, seguirli, non seguirli, criticarli, prendersi il merito, modificarli, rielaborarli in altra forma, tutto tranne che ignorarli come è stato fatto finora.

L’alternativa è il deserto di idee e il procrastinarsi di situazioni intollerabili per la nostra amata città, fingendo che i problemi non ci siano, magari sperando che si risolvano da soli…

No, non i problemi non si risolveranno da soli, serve il contributo di tutti: facciamo qualcosa che possa funzionare, seguendo le nostre proposte o meno, ma diamoci da fare.

Per scaricare il documento premere su:  Movida_Sostenibile_20

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