SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una richiesta di scuse ufficiali da inviare in massa alla casella di posta della Confesercenti. Un gruppo di cittadini in guerra con il fenomeno della movida molesta si scaglia contro Bruno Tommaso Traini, che la settimana scorsa aveva marchiato con l’ironia le lamentele dei residenti che contestavano la situazione di invivibilità in alcune zone della città.

“Se vi danno fastidio i rumori e gli schiamazzi, mettete i doppi vetri e accendete il condizionatore”, aveva dichiarato il presidente provinciale dell’associazione imprenditoriale. Tanto è bastato per scatenare la controffensiva: “Le sue parole suonano come una pesante offesa nei nostri confronti. Che siano vittime degli schiamazzi del baretto sotto casa o della discoteca fracassona, o che soltanto sentano il bisogno di combattere, pur non essendo coinvolti direttamente, il degrado delle nostre città, causato dall’incontrollato fenomeno della movida molesta, non meritano di essere derisi dalle infantili parole del presidente di una categoria che invece dovrebbe farsi carico di stemperare il clima e di trovare soluzioni”.

Ecco quindi l’invito a spedire una mail standard a Traini con all’interno il testo dove lo si invita al dietrofront. “Gentile Presidente – si legge – le farebbe onore chiedere pubblicamente scusa ai tanti cittadini disturbati dalla movida e a tutti quelli che, pur non essendo investiti direttamente dalla problematica se ne fanno carico, dimostrando che il senso civico è ancora vivo e ben presente nei sambenedettesi e nel resto d’Italia. Ritengo che, con i suoi suggerimenti di carattere pratico, lei abbia fortemente offeso tutte quelle persone che in questi anni stanno lottato per il loro diritto di vivere una vita normale nelle loro case, con le loro famiglie. Una persona nella sua posizione dovrebbe, a mio modesto avviso, cercare soluzioni, mediare con saggezza e non creare i presupposti perché le situazioni sfocino in una sorta di sterile muro contro muro che scontenti tutti”.

Informato dell’iniziativa, Traini è tornato sulla vicenda. “Era una battuta, non volevo offendere, mi dispiace. Dico solo che questo problema è profondo e va affrontato diversamente. Non si può solo reprimere, perché a forza di reprimere si generano esplosioni. I nostri associati vengono additati di vendere alcolici ai minorenni, non è giusto. La Confesercenti è a favore della legalità e se un lavoratore commette degli abusi va punito. La verità è che non ci sono strutture per i giovani, non hanno zone di svago. Ho parlato con loro; vanno capite pure le loro esigenze”.

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