MARTINSICURO – La variante al piano demaniale marittimo sarà al centro del consiglio comunale di lunedi 1 settembre. Il documento, criticato già a suo tempo dalle opposizioni, continua a generare polemiche, con il locale Pd che, negli ultimi giorni, ha chiesto espressamente all’amministrazione comunale di rinviarne l’approvazione. Secondo i democratici truentini, il documento, così come concepito dalla maggioranza, non rispetterebbe le disposizioni della Provincia di Teramo, inerenti gli scarichi a mare.

“Il 20 Agosto la Provincia di Teramo  – si legge in una nota – nel dare il suo parere alla variante del piano demaniale marittimo comunale (PDMC – Piano Spiaggia) rileva che ai sensi dell’art.5 della normativa di attuazione dello strumento urbanistico provinciale (Piano Territoriale Provinciale), le attrezzature di servizio alla balneazione dovranno essere realizzate a distanza non inferiore a ml 100 dagli scarichi derivanti dall’utilizzo in attività domestiche, industriali e agricole come definiti dalle norme vigenti.

La Provincia dunque ha determinato l’impossibilità “di costruire a 100ml dagli sbocchi a mare di corsi d’acqua e di scarichi di reflui, intendendo per reflui gli scarichi derivanti dall’utilizzo in attività domestiche, industriali e agricole”. Tale norma (art.5 del PTP) è posta a salvaguardia del territorio e ci mette a riparo da eventuali esondazioni e alluvioni: ricordiamo infatti che Martinsicuro è un comune idrogeologicamente instabile e a rischio.

Sulla variante al Piano Demaniale Marittimo Comunale (PDMC), predisposto dalla maggioranza di Città Attiva e che l’amministrazione si appresta ad approvare nel prossimo consiglio del 1 settembre, evidenziammo fin da subito come “curioso” che non fossero stati riportati i fossi e i corsi d’acqua esistenti, nonostante la delibera Comunale n.77 del 14.12.2006 li individuasse (n.32 fossi). Nonostante la Commissione Urbanistica Comunale composta da tecnici ne sollecitava (la delibera n.77 del 2006) l’attenta considerazione in sede di analisi istruttoria.

E’ chiaro che i corsi d’acqua devono essere riportati sul piano demaniale altrimenti si rappresenterebbe una realtà falsa e si consentirebbe di costruire laddove sarebbe vietato dalla legge.
Ci auguriamo  che a tale “dimenticanza” si ponga immediatamente rimedio e che venga onorata l’indicazione della provincia al rispetto delle distanze dai fossi. Per noi altrimenti il piano è da considerarsi illegittimo e fonte di potenziali reclami.
Chiediamo nuovamente, in quanto siamo ancora in tempo, che ci si fermi e si ragioni ad uno sviluppo del nostro litorale più condiviso con le parti e dunque più solido. Che guardi ad ovest anziché a est e che sia strutturale al nuovo PRG. Un piano che rilanci il nostro territorio come unicità. Noi vogliamo prima di tutto un paese sicuro che abbia a cuore la bellezza del nostro litorale, attraverso la manutenzione e l’illuminazione delle nostre strade: la nostra è un’idea di sviluppo diverso ed innovativo, che non metta a repentaglio il territorio e il bene più prezioso che abbiamo, la spiaggia libera”.

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