SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Doveva essere la serata della resa dei conti, ma i detrattori – assai prolifici sui social network – hanno in larga parte disertato l’incontro. Un assist a Gaspari, che non s’è lasciato scappare l’occasione dell’affondo: “C’è un mondo reale e un mondo virtuale, in molti si confondono. Noi ci confrontiamo con le persone in carne ed ossa”.

Di persone in carne ed ossa giovedì sera in Piazza Pazienza ce n’erano circa un centinaio. A due passi dal centro, il dibattito non poteva che partire dalla questione della movida. “La nostra è una città complessa, banalizzare non aiuta – ha esordito il sindaco – non si possono dare ricette risolutive con facilità. San Benedetto è fortemente attrattiva verso i giovani. Ci sono alcune persone che non rispettano nessun tipo di regola. Passare in Via Pizzi e la vederla trasformata all’una di notte in un vespasiano non è una cosa bella. Ci si domanda come siano stati educati certi giovani. Non sono figli dell’amministrazione comunale, ma delle famiglie. Se un ragazzo torna a casa ubriaco fradicio e i genitori non se ne accorgono, una riflessione va fatta”.

La zona monitorata è ovviamente quella che fa capo a Via Mentana. Tra i presenti sono numerosi i residenti del posto: lamentano gli schiamazzi notturni, gli atti di vandalismo ed il conseguente deprezzamento dei loro appartamenti: “Invochiamo una riunione specifica sul problema”. Appello accolto e appuntamento fissato al termine della stagione estiva.

Riguardo all’ordinanza in vigore, se ne contesta la mancata applicazione. “Non è facile – ha aggiunto Gaspari – l’anno scorso furono molte le contravvenzioni. Subiamo le lungaggini della burocrazia. Attendiamo da un anno il provvedimento a danno di un locale che somministrò alcol ad un under 16. Nel frattempo quel titolare potrebbe vendere la licenza ad altri e, in questo modo, rendere la sentenza inefficace. Ho sensibilizzato il Prefetto e il Questore. La Questura è una per due province, evidentemente c’è qualche vicenda più importante altrove”.

Quindi ha spronato i quartieri: “La città torni ad essere vissuta. Più volte mi sono confrontato con i Presidenti dei Comitati. Le persone si riapproprino fisicamente dei luoghi, organizzino iniziative e feste”.

BOCCIATURA DELLA CONFESERCENTI A sorpresa, il pollice verso al primo cittadino è stato mostrato dalla Confesercenti. “Non attiriamo più gente – ha ammonito il presidente provinciale Bruno Tommaso Traini – nessuno si ricorda una manifestazione di richiamo nazionale realizzata nel nostro territorio di recente, il turismo va ripensato”.

“IMPRENDITORI SENZA STIMOLI” La giunta si è difesa snocciolando gli eventi internazionali organizzati in materia sportiva, a partire dai Mondiali di Pattinaggio. Fino alla nuova replica di Gaspari: “Le critiche sono sempre utili, se costruttive. Ma ci vuole pure la proposta. Non è giusto dire che tutto va bene, però non si può nemmeno chiedere all’amministrazione di parlare male della città. Il nostro compito è creare le condizioni. Negli anni Sessanta e Settanta la classe imprenditoriale era capace di investire sul futuro, specie nel campo dell’edilizia. Quella di oggi è vecchia, senza stimoli. I figli non seguono le orme dei genitori. L’unico rinnovamento giunge dagli stabilimenti balneari e da qualche attività”.

“NUOVO LUNGOMARE A INIZIO ANNO” Capitolo zone blu. Margherita Sorge ha rispedito al mittente la tesi del flop, spiegando come sul litorale in un fine settimana da tutto esaurito si riescano ad incassare circa 30 mila euro. “Sono bastati due weekend piovosi per creare una riduzione fisiologica dei ricavi”. Poi l’annuncio sul restyling del lungomare: “Se Dio vuole cominciamo i lavori all’inizio dell’anno. Accenderemo il mutuo. In passato avviammo un percorso per portare avanti un project-financing, usando i proventi degli stalli. Non andò in porto”. Nonostante ciò, si continuerà a pagare il ticket: “Quella sull’abolizione dei parcheggi a pagamento è una battaglia di retroguardia. Ci consentono di lasciare liberi i posti per i turisti, che pagano 0,75 euro all’ora, mentre ad Ascoli 1,65. Non è pensabile che si continui solo a chiedere senza investire. Questa città deve accettare le sfide del nuovo”.

POLEMICA COL PONTEROTTO I presidenti di quartiere che hanno risposto all’invito sono stati appena tre: Giorgio Fede, Pierfrancesco Troli e Andrea Sanguigni. Quest’ultimo, referente del Ponterotto, ha rinfacciato al sindaco l’assenza di umiltà ed elencato una sfilza di progetti mai portati a termine. “Vi abbiamo dato una pista ciclabile, abbiamo creato un parcheggio su un’ex rimessa di autotreni e restituito un immobile”, ha sbottato il numero uno di Viale De Gasperi. “Si può fare meglio, tuttavia sarebbe giusto riconoscere qualche merito”.

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