GROTTAMMARE – Ci saranno meno utenti a Casa di Alice alla prossima riapertura del Centro socio-educativo riabilitativo e i Comuni interessati iniziano a farsi i conti in tasca, studiando un piano finanziario  per assicurare il servizio fino alla scadenza di fine anno.

Principalmente di questo si è parlato durante la nuova riunione del “tavolo” di Casa di Alice istituito per monitorare la struttura dopo l’arresto nel mese di luglio di alcuni operatori dipendenti della cooperativa affidataria del servizio.

In vista della riapertura dalla pausa ferragostana (11-25 agosto), il sindaco Enrico Piergallini aveva convocato l’incontro con l’obiettivo di “monitorare costantemente il percorso di Casa di Alice per non lasciare improvvisamente sole le famiglie che hanno scelto di continuare ad utilizzare il servizio. In questa fase, dobbiamo procedere per progressivi aggiustamenti. Dalla riunione è emerso che è ancora prematuro disegnare uno scenario più definito per il futuro del Centro”.

La conferma del minor numero di utenti (4 su 12) che frequenteranno il Cser, infatti, si traduce in un ulteriore impegno finanziario stimato in 50 mila euro per i Comuni coinvolti: “Cifra che potrebbe essere affrontata con interventi straordinari dell’Ambito sociale e dell’Asur  – ipotizza Piergallini – ma su questo punto la riunione è stata aggiornata”.

Per quanto riguarda gli aspetti operativi del servizio, la presidente della cooperativa Koinema Tiziana Spina ha confermato la capacità dell’organizzazione di gestire il servizio fino a dicembre e la normalizzazione del rapporto tra gli utenti e il rinnovato staff di operatori.

L’incontro si è svolto in municipio a Grottammare. Vi hanno preso parte, oltre alla Koinema, i rappresentanti di alcuni dei  Comuni coinvolti nel servizio di  centro socio-educativo riabilitativo per autistici gravi, e cioè il Comune di Castel di Lama,  in rappresentanza anche dell’Unione dei comuni della vallata del Tronto, Comune di Monsampolo del Tronto, Comune di Cupra Marittima, Comune di San Benedetto del Tronto in rappresentanza anche dell’Ambito Sociale attraverso un suo funzionario. Assente la Asur.

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