SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Non abbiamo ancora compreso l’importanza che ricopre il turismo. Sono stati commessi errori catastrofici a causa della cecità dei nostri governatori”. Gian Antonio Stella grida la sua indignazione da San Benedetto nel corso della presentazione di “Bolli, sempre bolli, fortissimamente bolli”, viaggio semiserio in un’Italia soffocata da burocrazia e colpevoli negligenze.

Ospite degli “Incontri con l’Autore” alla Palazzina Azzurra, il giornalista veneto non ha peli sulla lingua: “Oggi il turismo viene amministrato come 50 anni fa”. La colpa? In primis di internet e del suo mancato sviluppo nel Belpaese. “Il web serve a fare soldi, gran parte della ricchezza passa da lì. Avremmo prodotti meravigliosi da vendere. La rete non serve solo a guardare donnine nude o a messaggiarsi, trascurare questo mezzo di comunicazione è un delitto”.

In tal senso viene chiamato in causa Berlusconi: “Temeva che lo sviluppo di internet potesse dare fastidio alle sue televisioni. Dal 2000 al 2010 la velocità download domestica si è fermata ad 8,8 mb al secondo. Nel mondo siamo a 19 mb, con la media che ingloba anche il dato dello Zambia, mentre in Europa si tocca il 26,6. Siamo ultimi tra le realtà del G8 e dell’Ocse, penultimi nel continente e novantacinquesimi al mondo, davanti allo Zimbabwe”.

“Bolli” strappa sorrisi amari. Dopo la reazione divertita, scattano inevitabili riflessione ed indignazione. “Le leggi italiane sono uno spasso – dichiara Stella – peccato che pesino sulle nostre vite, sulle nostre istituzioni, sulla nostra economia e sulla nostra giustizia”.

Gli esempi al limite dell’assurdo si sprecano. La miracolata a Lourdes che vorrebbe rinunciare alla pensione d’invalidità ma le viene impedito. Cittadini vivissimi che devono dimostrare di esserlo. Processi per lo sgocciolio di una camicia stesa ad asciugare.

Se non rovesciamo tutto, non ci salviamo. Gli investimenti esteri sull’Italia sono pari allo 0,6%. Il motivo? Con una burocrazia del genere e leggi come le nostre nessuno vuole avere a che fare con noi. Appena il 5,3% di questi investimenti vanno al sud. Il 5,3% dello 0,6 equivale alle briciole”. Per non parlare di una giustizia lenta e a tratti paradossale. “I processi per le procedure fondamentali possono durare 22 anni. In Italia i detenuti sono 62 mila: quelli finiti in cella per reati da colletti bianchi si fermano a 156”.

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