E’ vero che siamo sempre in campagna elettorale, ma in questo periodo si stanno iniziando ad intensificare le attività elettorali in vista delle prossime elezioni regionali e di conseguenza comunali. Ha preso il via il bazar dei voti, le solite promesse i soliti incontri con i soliti portatori di interessi, ma i contenuti languono.

In particolare tutti quei cittadini che hanno a cuore il futuro della propria città devono fare ricorso alla responsabilità civica, che esercitano mediante il loro voto, individuando chi sono i politici che realmente posso contribuire agli interessi della città e non a quelli dei soliti circoli di potere.

Ricordo che l’esercizio del voto è un dovere civico (significa che si “deve” farlo e non che si “può” farlo) ed è lo strumento secondo cui la Costituzione Italiana prevede che sia esercitata la sovranità dei cittadini. Per cui parliamo di un gesto importantissimo, più importante di tirare l’ultimo rigore nella finale di Coppa del Mondo, perché serve per scegliere chi sarà a decidere il futuro nei prossimi anni!

E questa selezione non può che avvenire considerando gli interessi generali della città, perchè da una città prosperosa ci guadagnano tutti i cittadini, mentre da una città in declino non si salva nessuno, nemmeno le clientele più fedeli perché la torta da spartire diventerà sempre più piccola e contesa.

Ma alla prosperosità non ci si arriva mediante il clientelismo o con motivi personali ed individuali ma la strada da seguire è quella di lavorare per la città e per i cittadini, e questo non si può fare se per primi i cittadini non riscoprono la loro responsabilità civica nella gestione della Res Publica. E per far questo serve che i cittadini si impegnino e si sforzino per informarsi, comprendere i problemi e trovare soluzioni senza affidarsi ciecamente a chi vi chiede una delega in bianco.

La responsabilità civica non è un atto di filantropismo ma semplicemente la presa di coscienza che si è parte di una comunità e che non si può far finta di essere superiori o indipendenti da ciò che succede in città perché  viviamo in un ecosistema talmente concatenato per cui nessuno può fare a meno dell’anello adiacente della comunità.

Se il vantaggio immediato di un individuo porta degli svantaggi a molti membri della collettività, a lungo andare gli svantaggi si ripercuoteranno anche su di lui, è uno dei principi della sostenibilità. E’ quello gli accademici chiamano “efficienza paretiana” cioè quel criterio secondo cui nessuno può stare meglio se qualcuno sta peggio. Ed in questo ragionamento le ideologie non contano nulla ma d’altronde, specie nelle elezioni amministrative, le ideologie non hanno senso in quanto sono le persone che amministrano a fare la differenza indipendentemente dal fatto che siano bianche, rosse, verdi, azzurre o nere.

Nel corso della prossima campagna elettorale vi prometteranno di tutto e di più in cambio del voto vostro e dei vostri familiari ma questo atteggiamento è proprio ciò che viola l’efficienza paretiana, perché per ogni promessa che vi faranno, ammesso che siano mantenute, riceverete tante ingiustizie quanti sono i voti presi dal candidato.

Perciò la cittadinanza deve dimostrare la sua maturità andando a selezionare quei candidati che hanno in mente un progetto di gestione e rilancio della città non solo attraverso il mero mantenimento della poltrona ma con uno progetto che possa riportare la speranza di un rilancio cittadino ed uno slancio energico che solo la novità può dare.

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