SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tre striscioni, affissi in diverse zone della città. Tutti con lo stesso identico messaggio: “Gaspari odia San Benedetto”. Casa Pound torna alla carica contro l’amministrazione comunale, con azioni di protesta sulla Statale 16 (all’altezza della rotatoria di zona Brancadoro), in zona porto e presso il Municipio di Viale De Gasperi.

“Gaspari odia San Benedetto perché è un sindaco completamente staccato dalla realtà della città che dovrebbe amministrare e dai bisogni dei suoi concittadini”, accusa il movimento in un comunicato stampa. “In otto anni di sua amministrazione abbiamo visto sprofondare ancora di più San Benedetto del Tronto nell’oblio del degrado sociale ed economico: opere incompiute ovunque, i grandi eventi estivi tutti annullati, ordinanze al limite del coprifuoco, l’annoso problema del fermo-pesca mai affrontato, la questione dello stadio e della Sambenedettese, parcheggi a pagamento in ogni dove, omicidi su cui aleggia lo spettro della mafia, droga, delinquenza e baby-gangs. Questa è l’immagine che offriamo ai turisti, quei pochi, che vengono a trascorrere le loro vacanze qui da noi”.

Casa Pound descrive un’estate 2014 decisamente fallimentare. “Gaspari si vanta pubblicamente di essere ammirato in Regione, di incontrare magnati russi e sceicchi arabi per promuovere il turismo, ma non si rende conto, o non vuole rendersi conto, che la realtà è completamente diversa: spiagge, alberghi e ristoranti praticamente sempre vuoti, se non per il mordi e fuggi del fine-settimana; un calendario eventi, già povero di suo, presentato il 2 luglio, cioè con la stagione ormai aperta da un mese e mezzo; tassa di soggiorno e zone blu ovunque, senza nemmeno garantire un numero adeguato di parcheggi non a pagamento; incuria, abbandono e degrado sono ormai presenti in ogni angolo del centro cittadino, per non parlare poi dei cumuli di immondizia, una costante ormai. Se in otto anni è stato permesso al sindaco di compiere le più grandi nefandezze è anche grazie al centrodestra cittadino, che non ha fatto altro che fargli da stampella, mentre lui epurava qualsiasi dissidente interno al suo partito. Per questi motivi, lanciamo un appello a tutti i sambenedettesi: otto anni di amministrazione hanno portato la nostra città sull’orlo del baratro, quando Gaspari si candiderà alle elezioni, ricordatevelo”.

LE PRIME REAZIONI Il primo a solidarizzare con il sindaco è stato il presidente dell’assise Marco Calvaresi: “Violare la casa comunale con scritte ignobili non è né da stato civile, né democratico. Un sindaco si contesta in maniera democratica nelle sedi deputate e attraverso il confronto politico, ricorrere a queste azioni è da vigliacchi. Il voto rappresenta l’unico sistema per il cambiamento, sfruttatelo meglio invece di ricorrere a questi metodi squallidi“. Di tutt’altro tenore la reazione del Movimento Sociale rivierasco: “Benpensanti, tranquillizzatevi. Il palazzo del potere non corre nessun rischio.  Il messaggio è stato scritto sullo striscione, non sul muro. Questa amministrazione invece, tollera chi da anni con vernice scarabocchia le facciate delle vostre case”.

 

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