SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riprenderanno venerdì i lavori per l’installazione dell’antenna di telefonia mobile in Via Gronchi a Porto d’Ascoli. La fumata bianca è arrivata dopo il confronto tra l’amministrazione comunale e una delegazione dell’Agraria, al quale hanno preso parte pure alcuni tecnici della Vodafone.

Al quartiere è stato garantito che il traliccio verrà smantellato il 10 ottobre e che non saranno concesse proroghe alla compagnia. In questo lasso di tempo però, le parti dovranno necessariamente accordarsi per l’individuazione di un nuovo sito, dal momento che la multinazionale ha l’esigenza di coprire quella zona.

I tre mesi di occupazione del suolo pubblico porteranno la Vodafone a versare al Comune quasi 6 mila euro. “I soldi andranno investiti nel quartiere – avvisa il Comitato Agraria – magari nella pista di pattinaggio, priva di spogliatoi e di recinzione”.

All’appuntamento hanno preso parte anche rappresentanti del Movimento Cinque Stelle. “L’ennesimo pacco regalo è stato consegnato: un ripetitore telefonico, di cui attualmente ignoriamo la potenza reale, sta per essere installato vicino al Parco Bau, dove giocano giornalmente decine di bambini e dove si intrattengono anche molte mamme con neonati; vicino ad una pista di pattinaggio frequentata da molti ragazzi e adulti e non molto distante dal futuro campo da rugby e dagli edifici scolastici del quartiere”.

I grillini puntano il dito contro il sindaco Gaspari. “E’ una vergogna. Gli interessi dei cittadini, che sono non coercibili e non contrattabili, rimangono sempre in secondo piano, vengono bypassati con agghiacciante regolarità. Esiste un piano delle antenne, dove è palesemente riscontrabile che in quel luogo non possono essere istallate antenne di qualunque tipo. Il regolamento comunale, in merito alla questione, all’articolo 2 fa espresso riferimento al ben noto Principio di Precauzione. Ci domandiamo: ma costoro ne conoscono il contenuto e il significato? Visto ciò che hanno autorizzato non ci sembra proprio. Inoltre nel sopracitato regolamento, all’articolo 6 comma 1, si afferma che l’amministrazione Comunale individua le aree ad ospitare gli impianti per le telecomunicazioni e radiodiffusione. La installazione degli impianti radioelettrici ivi comprese le stazioni radio base per la telefonia mobile è consentita nei siti individuati specificatamente nelle planimetrie allegate quale parte integrante del presente Regolamento. Nella pianta di zonizzazione non è prevista nessuna antenna; dunque con quale criterio è stata rilasciata questa autorizzazione, seppur provvisoria?”

E a tal proposito torna ancora in ballo il regolamento comunale: “All’articolo 19 comma 1 si comunica che possono essere rilasciate autorizzazioni ad installazioni provvisorie di impianti solo per prove tecniche di trasmissione e previo parere favorevole dell’Arpam e dell’Azienda Asl e comunque per un tempo non superiore a 60 giorni. Tutto ciò dimostra che il regolamento non è stato rispettato, non solo nei termini, ma anche nei contenuti, dato che né l’Arpam né tantomeno l’Asur sono state interpellate.

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