ANCONA – “E’ abbastanza singolare che mentre l’assessore Mezzolani, il segretario regionale Comi e il presidente della Commissione Sanità regionale Busilacchi fossero puntualmente alle 16.30 di fronte al centro diurno Casa di Alice, regolarmente chiuso, la delegazione del Pd con Davide Faraone, Elena Carnevali e Luciano Agostini stesse in Comune a Grottammare in riunione con il sindaco Piergallini”. E’ furente la reazione del Partito Democratico marchigiano in merito alla visita del 16 luglio di una delegazione nazionale del Pd presso la struttura. “A scoprirlo è stata una telefonata della dottoressa Giovanna Picciotti, Direttore del Distretto Sanitario Asur Area Vasta 5, fatta al Comune. E alla stessa dottoressa Picciotti avevano assicurato che da li a poco sarebbero arrivati, invece per un’ora, nonostante una serie di telefonate, siamo stati lasciati di fronte al centro diurno. Tutto questo senza avvertire che il programma della delegazione parlamentare era stato variato e in quel momento era in corso una riunione con i parlamentari e l’amministrazione comunale alla quale l’assessore regionale alla Sanità, il segretario regionale del Pd e il Presidente della Commissione con pari dignità avrebbero dovuto essere presenti”.

Nel mirino finisce anche l’onorevole Agostini, che aveva condannato l’assenza di Mezzolani e Comi, contestando al contempo un eventuale coinvolgimento di Palazzo Raffaello, reo di aver stilato un protocollo che regolamentava la costruzione di stanze di contenimento. “Restiamo in attesa che la Magistratura faccia completa e auspicata chiarezza sul caso, occorre però stigmatizzare l’utilizzo palesemente strumentale di questa situazione. Certi comportamenti si possono tradurre esclusivamente con il termine di sciacallaggio politico”.

Mezzolani, Comi e Busilacchi ricordano al parlamentare offidano di aver lui stesso nel 2003, in qualità di assessore regionale, deliberato il Progetto Autismo Marche (numero 1206 dell’8 settembre), dove tra le altre cose si varavano norme per la realizzazione di quella come altre strutture. A proposito della famigerata camera di contenimento si segnalava che questa doveva avere “una dimensione di non meno 12 metri quadrati, disporre di adeguata aerazione ed illuminazione e non presentare punti pericolosi”. Ed ancora: “La dotazione di attrezzature e arredi, considerando la tipologia di utenza a cui va destinata, deve essere minimale e prevedere esclusivamente un tavolo, due sedie, un divanetto, uno o due scaffali con rotelle”.

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