SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Antonio Mastrangelo è un semplice iscritto e non si può sostituire a chi è stato eletto democraticamente”. I circoli del Partito Democratico si schierano al fianco di Sabrina Gregori, oggetto di una mozione di sfiducia da parte di un ex componente della squadra della segretaria.

“Da quando si è dimesso è uno dei tanti”, dichiarano Roberto Giobbi e Nicola Rosetti, rispettivamente coordinatori delle sezioni Centro e Porto d’Ascoli. “Pensiamo che sia lecito criticare il proprio segretario, anzi se la critica non ha secondi fini ed è finalizzato al miglioramento dell’azione del movimento può risultare positiva e quindi auspicabile. Altra cosa è invece denunciare alla commissione di garanzia provinciale un segretario. Esprimiamo la nostra totale solidarietà alla Gregori, che è prima di tutto un segno di rispetto verso i nostri tesserati, circa 550 donne e uomini, che lo scorso novembre scelsero in modo democratico la nuova dirigenza, la maggioranza e la minoranza del Pd. Gli iscritti scelsero Sabrina con una maggioranza del 60% ed è quella maggioranza a dover condividere con lei le scelte di questo partito ed eventualmente decidere se la segretaria è adeguata a dirigere il partito”.

A Giobbi e Rosetti non si è tuttavia accodato Andrea Manfroni, responsabile della zona nord che non ha firmato il documento in sostegno della segretaria. “Le chiediamo di portare avanti il programma – concludono i due – usando l’hashtag #sabrinadiamocidafare. Rinnoviamo inoltre la nostra richiesta di massimo impegno ai componenti dei vari organismi per elaborare le politiche e le scelte impegnative che da qui in avanti dovremo prendere”.

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