SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La giunta comunale di San Benedetto del Tronto, dando attuazione a quanto deliberato dal Consiglio comunale nell’ultima seduta, ha approvato gli schemi dei bandi pubblici finalizzati alla selezione degli aspiranti soci cooperatori e del soggetto gestore che saranno chiamati a realizzare un progetto di autocostruzione.

L’iniziativa è finalizzata a partecipare ad un programma regionale a sostegno dell’autorecupero o autocostruzione di abitazioni che prevede un contributo fino a 50mila euro per unità immobiliare.

Nel caso di San Benedetto del Tronto, il Comune mette a disposizione la sua area di via Tonale, già acquisita nell’ambito del Pruacs di via Manara – Paese alto. Un soggetto gestore, che sarà appunto individuato al termine della procedura di evidenza pubblica, avrà il compito di seguire passo per passo la costruzione dell’edificio, dalla progettazione al rilascio dei vari permessi, dal rapporto con la banca che finanzierà l’opera alla supervisione e coordinamento di tutte le fase  costruttive.

Il secondo bando è invece finalizzato ad individuare gli aspiranti soci di una cooperativa da costituire che dovranno dedicare almeno 700 ore del loro tempo libero, in circa 18 mesi, per costruire gli alloggi.

“A breve sarà pubblicato il bando per individuare il soggetto gestore – dice l’assessore all’urbanistica Paolo Canducci – che dovrà appartenere ad una realtà associativa, preferibilmente ad una Onlus, o essere un soggetto imprenditoriale, singolo o associato, che abbia tra le proprie attività specifiche interventi di autorecupero o autocostruzione. Contestualmente si aprirà il bando per raccogliere le manifestazioni di interesse di coloro che sono disponibili a lavorare per avere casa in città ad un prezzo, se si considera il contributo regionale, assolutamente competitivo. Questa è un’ulteriore, importante risposta – conclude Canducci – che l’Amministrazione comunale intende dare alla domanda di alloggi rivolgendosi a quella fascia di cittadinanza che ha un reddito troppo alto per poter ambire all’assegnazione di un alloggio popolare ma insufficiente ad accedere al libero mercato delle abitazioni”.

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