SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Non ho niente da replicare”. E’ glaciale la reazione di Sabrina Gregori in merito alla decisione di Antonio Mastrangelo di promuovere una mozione di sfiducia nei suoi confronti.

La proposta di delegittimazione della segretaria del Pd è stata inviata a tutti i 52 membri dell’Unione Comunale, oltre che ai componenti dei singoli circoli cittadini.

Ma per avviare il dibattito occorre l’assenso del 20% dei facenti parte dell’organo, tutti da trovare nelle fila della maggioranza. La corrente d’opposizione che poggia sull’outsider Gianluca Pompei non pare infatti propensa ad avviare una polemica che verrebbe considerata strumentale.

“E’ un problema interno alla maggioranza – osserva Pompei – dal momento che Mastrangelo ne faceva parte. La questione non ci riguarda. Poi, qualora venisse formalizzata, valuteremmo l’argomento e avvieremmo un ragionamento”.

Va capito se dietro a tale decisione ci sia una strategia per creare un’eventuale frattura interna nella frangia che sostiene la segretaria. Fatto sta che a questo punto la strada per Mastrangelo si fa in salita.

Nominato responsabile dell’organizzazione dalla stessa Gregori lo scorso gennaio, Mastrangelo si è dimesso contestando la validità del direttivo, vista la presenza dei soli Renato Novelli e Alberto Agostini (segretario dei Gd) in rappresentanza dell’opposizione.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 396 volte, 1 oggi)