GROTTAMMARE – La società cooperativa Koinema, che gestisce la Casa di Alice, in un comunicato commenta la vicenda che ha sconvolto tutto il Piceno:

“I luoghi del disagio sono difficili, per chi li vive in prima persona e per chi ci lavora. Frontiere che mettono a dura prova il comportamento di un operatore. Come spesso succede, le frontiere hanno visibilità solo quando accade qualcosa che va oltre. Tutto questo però – dice la presidente Tiziana Spina – non giustifica comportamenti inadeguati: esistono strumenti, supporto e soluzioni diversamente percorribili. Koinema agirà con il necessario rigore e compostezza, vicina al dramma degli utenti e delle loro famiglie, riservandosi di agire a tutela della propria immagine e professionalità, e garantendo, come ci si attende, supporto e tutela ai propri dipendenti coinvolti”.

Nel frattempo gli arrestati, tramite i loro legali, negano qualsiasi tipo di violenza o vessazione nei confronti dei ragazzi della struttura: Dovranno essere valutati gli atti e le singole posizioni per aver un quadro migliore di ciò che è accaduto”.

Legacoop Marche, con un comunicato, esprime costernazione e profonda amarezza davanti alle immagini relative al centro Casa di Alice di Grottammare.

“Chiediamo alla magistratura di concludere quanto prima possibile le indagini per permettere di chiarire le responsabilità di singoli e dell’equipe che, dalle immagini visionate, sembrerebbero aver smarrito il senso e le finalità del progetto educativo. Fatti come questi, nella loro gravità, gettano fango sul lavoro che quotidianamente migliaia di educatori ed educatrici svolgono nelle centinaia di servizi della nostra regione. Abbiamo già avviato contatti con la cooperativa coinvolta nell’episodio, da sempre apprezzata per la qualità dei servizi svolti sul territorio, per avere la massima chiarezza su questa vicenda. Nessuna tolleranza può esserci, per noi, a fronte di comportamenti che ledono la dignità e il diritto al rispetto delle persone, che è il primo dovere e la prima responsabilità di chi se ne prende cura nei servizi. La storia e la qualità della rete dei servizi di welfare della nostra regione non deve essere messa in discussione da episodi come questi”.

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