SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Acque agitatissime in casa Pd. A finire nel mirino è ancora una volta la segretaria comunale Sabrina Gregori oggetto di un esposto alla Commissione di Garanzia della Federazione di Ascoli Piceno da parte di Antonio Mastrangelo.

Al presidente Patrizia Carota viene segnalato il “comportamento scorretto, anomalo ed illegittimo dal punto di vista statutario della segretaria che, dopo oltre sei mesi dal congresso dell’Unione non ha ancora convocato ed insediato il direttivo”.

Di quel direttivo Mastrangelo farebbe parte, ma è proprio lui a definirlo inesistente in quanto mai eletto ufficialmente. “Non esiste un verbale e non rispetta lo statuto, secondo cui la minoranza dovrebbe godere di una rappresentanza del 40%”.

Mastrangelo a quel punto si è dimesso, rivolgendosi al Pd provinciale e minacciando di allargare la protesta alla sezione regionale. Nel frattempo, la mozione di sfiducia alla Gregori verra inoltrata a tutti i 52 componenti dell’assemblea cittadina, con la possibilità di scegliere tra quattro opzioni: approvazione immediata della mozione, respingimento della proposta, volontà di discuterla e richiesta di riflessione.

Alla Carota, Mastrangelo segnala la “conduzione personalistica” della Gregori. “Il direttivo è il pilastro, è l’organizzazione – scrive – l’elezione del direttivo da parte dell’Assemblea comunale rimane controversa perché mentre la segretaria afferma che è stato eletto, altri componenti, tra cui lo scrivente, affermano che non lo è stato”.

Quindi contesta: “La composizione del Direttivo, per ora presunto, prevede un solo componente della minoranza, mentre secondo lo Statuto i componenti della minoranza dovrebbero essere il 40% che è il rapporto esistente tra maggioranza e minoranza nell’Assemblea comunale. Se il Direttivo così composto venisse eletto non sarebbe valido. La segretaria sta calpestando i diritti della minoranza e con la sua personalistica gestione del partito ha di fatto commissariato la maggioranza. Questo modo di gestire il partito sta arrecando gravi danni al partito e ha generato una confusione politico organizzativa e un blocco della dialettica democratica elemento essenziale della crescita culturale e politica dei quadri direttivi e degli iscritti”.

Il 6 maggio scorso, Mastrangelo si era rivolto direttamente alla Gregori attraverso una missiva infuocata. “Da quando hai come consulente politico il sindaco non ne hai azzeccata una. Ti consiglio di trovartene un altro. Devi imparare a tenere distinti il ruolo del partito da quello dell’amministrazione. Il Pd deve avere una sua autonomia di giudizio e praticare un’azione di critica costruttiva nei confronti dell’ente”.

Bocciati su tutta la linea anche gli incontri d’ascolto con i Comitati di quartiere: “Li hai piazzati nel bel mezzo delle elezioni Europee. Hai fatto la campagna elettorale per le Europee sui problemi di caseggiato. E’ urgente e necessario avviare un serio confronto politico, che purtroppo non riesci a fare per la tua attitudine a praticare prevalentemente battibecchi”.

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