SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un finale coi fuochi d’artificio. Si preannuncia bollente l’ultima seduta della Commissione d’inchiesta sullo stadio in programma martedì prossimo, nella quale il presidente Pierluigi Tassotti presenterà la relazione conclusiva.

Un documento che i componenti del centrosinistra rigettano in toto. La contestazione, oltre ai contenuti, riguarda la metodologia, a detta della maggioranza non partecipativa. “La relazione è una valutazione dei lavori della Commissione, suscettibile di modifiche sia nella forma e sia nella sostanza – si difende Tassotti – senza però che fatti circostanze che risultino manipolati o manipolabili. Ritenere che sia carta straccia significa offendere il lavoro di un organo istituzionale voluto dal Consiglio comunale. Sostenere poi che si voglia imporre in modo dispotico una relazione fatta da terzi, vuol dire che non è stata letta, oppure è stata letta troppo bene, tanto da accendere un fuoco di sbarramento per non discuterla perché troppo compromettente per l’amministrazione. È stato fatto un lavoro anche con l’ausilio di tecnici come è scritto chiaramente nella parte finale della relazione, quindi tutto è stato fatto in modo trasparente, suscettibile di ogni contestazione. Se ci sono passaggi sbagliati, sono pronto a correggerli se sono propositivi. Ogni contributo onesto e veritiero è benvenuto Mandare per aria un lavoro di sei mesi, non è il nostro obiettivo e ci opporremo a chiunque ce lo proponga”.

Nel mirino sono inoltre finite le audizioni dei consiglieri Loredana Emili e Sergio Pezzuoli. “L’audizione dei Diversamente Democratici, in quanto consiglieri comunali, è stata richiesta dagli stessi e non dal sottoscritto. Non abbiamo dato la pagella ai dirigenti, ma abbiamo analizzato e riportato atti e comportamenti riscontrabili con dati e documenti, oltre che da dichiarazioni rilasciate in sede di audizione. Nulla è stato interpretato”.

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